MILANO - La Borsa festeggia l'annuncio dei termini dell'aumento di capitale Unipol, resi noti ieri a mercati chiusi. Ai soci verranno chiesti mezzi freschi per mezzo miliardo in azioni e warrant, con titoli offerti ad uno sconto del 35% rispetto alle quotazioni di ieri (e warrant esercitabili entro il 2013). Oggi il titolo è partito a razzo, fin dalle prime battute, per poi chiudere in rialzo ddel 3,41%. Molto forti, fin dal primo momento, i volumi. E proprio questa sarebbe la spiegazione tecnica del rialzo: gli investitori istituzionali hanno fatto scorta di titoli, per poter poi operare con più facilità nei prossimi giorni (da lunedì parte la trattazione dei diritti sull'aumento) sfruttando tutte le possibili asimmetrie di prezzo, senza dover ricorrere al prestito titoli.
Diverso è il discorso sulla convenienza dell'operazione. Ad esempio Chevreux ha espresso qualche riserva sul titolo, definito "troppo caro" a prescindere dall'aumento e su cui ha mantenuto il giudizio di "underperform". Qualche perplessità su Unipol è legata non tanto all'andamento delle attività assicurative - ben poco brillanti, ma in questo in sintonia con il mercato - quanto allo sviluppo futuro della banca (nel primo trimestre del 2010 l'istituto tra l'altro mostra un rapporto cost/income che sfiora il 75%). Inoltre l'istituto bancario è strettamente legato (anche fisicamente) alle attività delle agenzie, quindi è difficilmente cedibile, anche se i vertici lo volessero.
Di positivo, tornando all'aumento di capitale, c'è che le cooperative che controllano la maggioranza assoluta del capitale hanno da tempo dichiarato che sottoscriveranno integralmente l'aumento di capitale per la parte di loro competenza. In aggiunta c'è comunque la cintura di sicurezza del consorzio di garanzia, rappresentato da Mediobanca.
Diverso è il discorso sulla convenienza dell'operazione. Ad esempio Chevreux ha espresso qualche riserva sul titolo, definito "troppo caro" a prescindere dall'aumento e su cui ha mantenuto il giudizio di "underperform". Qualche perplessità su Unipol è legata non tanto all'andamento delle attività assicurative - ben poco brillanti, ma in questo in sintonia con il mercato - quanto allo sviluppo futuro della banca (nel primo trimestre del 2010 l'istituto tra l'altro mostra un rapporto cost/income che sfiora il 75%). Inoltre l'istituto bancario è strettamente legato (anche fisicamente) alle attività delle agenzie, quindi è difficilmente cedibile, anche se i vertici lo volessero.
Di positivo, tornando all'aumento di capitale, c'è che le cooperative che controllano la maggioranza assoluta del capitale hanno da tempo dichiarato che sottoscriveranno integralmente l'aumento di capitale per la parte di loro competenza. In aggiunta c'è comunque la cintura di sicurezza del consorzio di garanzia, rappresentato da Mediobanca.