MILANO - L'inizio del 2010 mostra segnali incoraggianti per l'industria italiana: nella consueta fotografia dei 50 principali gruppi quotati, l'ultima edizione R&S di Mediobanca mette in luce un miglioramento del fatturato del 7,6% rispetto al primo trimestre del 2009, un aumento del margine industriale (il Mon, un indicatore di redditività) del 19% e un risultato corrente del 26%, mentre il risultato netto segna un progresso del 9%.
Il primo trimestre dell'anno conferma un andamento consolidato peraltro anche sulla media distanza (2005-2009): i gruppi pubblici sono più solidi e reggono meglio la crisi di quelli privati. Con la cautela del fatto che il segmento pubblico è molto presente in settori tipo l'energia o comunque in ambiti regolati o protetti (che quindi scontano meno il peso della concorrenza), nel primo trimestre dell'anno il settore pubblico batte i privati per fatturato (+8,6% contro +6,4%) margini industriali (mon in progresso del 21,3% contro 14%); tuttavia, per quanto riguarda la redditività, si assiste ad un recupero dell'industria privata: il risultato corrente e quello netto segnano infatti un più 36% contro un più 24% del comparto statale, e un +57% contro un -1% della parte pubblica (che sconta in primis i minori proventi straordinari iscritti da Enel).
Nel 2009 il fatturato dell'industria pubblica è calato invece del 10% rispetto all'anno precedente, mentre per i grandi gruppi privati la flessione è stata del 15%, il risultato netto (-43% totale) è crollato del 66% per i privati e del 31% per i big pubblici e sui mercati esteri i privati hanno accusato un calo del 15% del fatturato, mentre i protagonisti pubblici hanno subito una limatura pari al 2%, il che ha permesso di contenere la flessione aggregata al 9% (-18% sul mercato domestico).
Guardando ancora ai risultati di periodo, nel 2009 i quattro gruppi assicurativi hanno guadagnato 678 milioni di euro (-74,1% la variazione 2005/2009) mentre le banche hanno avuto un risultato netto pari a 5.266 milioni (-51,2%) e il settore industriale 13.050 milioni (-50,1%). Infine, a livello di singola società sommando i dati 2005-2009, il risultato netto è stato decisamente negativo per Pirelli & c. che nel periodo ha perso un miliardo. Di poco inferiore la perdita di Stm (934 milioni) mentre al terzo posto si colloca Fastweb, con un rosso pari a 406 milioni. Sul versante opposto Eni, che nel periodo ha guadagnato 41,2 miliardi, seguito da Enel (21,6) da Unicredit (19,6) e da Intesa (18,2).
Le presenze negli organismi direttivi delle società
La sintesi del rapporto
Il primo trimestre dell'anno conferma un andamento consolidato peraltro anche sulla media distanza (2005-2009): i gruppi pubblici sono più solidi e reggono meglio la crisi di quelli privati. Con la cautela del fatto che il segmento pubblico è molto presente in settori tipo l'energia o comunque in ambiti regolati o protetti (che quindi scontano meno il peso della concorrenza), nel primo trimestre dell'anno il settore pubblico batte i privati per fatturato (+8,6% contro +6,4%) margini industriali (mon in progresso del 21,3% contro 14%); tuttavia, per quanto riguarda la redditività, si assiste ad un recupero dell'industria privata: il risultato corrente e quello netto segnano infatti un più 36% contro un più 24% del comparto statale, e un +57% contro un -1% della parte pubblica (che sconta in primis i minori proventi straordinari iscritti da Enel).
Nel 2009 il fatturato dell'industria pubblica è calato invece del 10% rispetto all'anno precedente, mentre per i grandi gruppi privati la flessione è stata del 15%, il risultato netto (-43% totale) è crollato del 66% per i privati e del 31% per i big pubblici e sui mercati esteri i privati hanno accusato un calo del 15% del fatturato, mentre i protagonisti pubblici hanno subito una limatura pari al 2%, il che ha permesso di contenere la flessione aggregata al 9% (-18% sul mercato domestico).
Guardando ancora ai risultati di periodo, nel 2009 i quattro gruppi assicurativi hanno guadagnato 678 milioni di euro (-74,1% la variazione 2005/2009) mentre le banche hanno avuto un risultato netto pari a 5.266 milioni (-51,2%) e il settore industriale 13.050 milioni (-50,1%). Infine, a livello di singola società sommando i dati 2005-2009, il risultato netto è stato decisamente negativo per Pirelli & c. che nel periodo ha perso un miliardo. Di poco inferiore la perdita di Stm (934 milioni) mentre al terzo posto si colloca Fastweb, con un rosso pari a 406 milioni. Sul versante opposto Eni, che nel periodo ha guadagnato 41,2 miliardi, seguito da Enel (21,6) da Unicredit (19,6) e da Intesa (18,2).
Le presenze negli organismi direttivi delle società
La sintesi del rapporto