MILANO - Erg rivede l'utile e sale in Borsa dello 0,78%, in controtendenza rispetto al mercato. Tenendo fede a quanto anticipato nei mesi scorsi, il gruppo controllato dalla famiglia Garrone ha chiuso il primo semestre dell'anno con il segno più: l'utile netto infatti è stato pari a 2 milioni di euro, in deciso miglioramento rispetto alla perdita di 38 milioni registrata nello stesso periodo del 2009 (l'intero anno si era chiuso con una perdita netta di gruppo di 80 milioni).
In crescita anche i ricavi, saliti a quota 3,87 miliardi di euro dai 2,47 di un anno fa, mentre il risultato operativo netto consolidato (rettificato) è stato pari a 33 milioni e il margine operativo lordo (sempre a valori correnti e rettificato) è passato dai 24 milioni di un anno fa agli attuali 135 (+456%). Nel semestre ha giovato positivamente anche l'aspetto fiscale: grazie alla Tremonti ter, infatti, il gruppo ha registato una riduzione delle imposte di 14 milioni di euro.
Un po' tutti i settori sono migliorati ma il balzo in avanti è stato possibile soprattutto grazie al termoelettrico, come ha sottolineato Alessandro Garrone, amministratore delegato del gruppo. Buone anche le prospettive per i mesi a venire: "Per la seconda parte dell'anno ci aspettiamo risultati ancora positivi per il settore termoelettrico e per le rinnovabili", ha spiegato il numero uno del gruppo. Continua invece ad essere più complesso il momento del settore raffinazione, che "seppure in ripresa, continua a essere penalizzato da uno scenario sfavorevole", ha commentato Garrone, sebbene a parità di perimetro i risultati di raffinazione e marketing siano attesi nella seconda parte dell'anno "in leggero miglioramento rispetto al primo semestre dell'anno".
Per quanto riguarda la joint venture con la Lukoil, per la raffineria di Priolo, parlando con gli analisti Garrone ha precisato: "Possiamo esercitare la put option perché fa parte del contratto con Lukoil, è un nostro diritto ma questo non significa che vogliamo farlo". E' ovvio, ha aggiunto, che "continuiamo a valutare il mercato per prendere le decisioni".
In crescita anche i ricavi, saliti a quota 3,87 miliardi di euro dai 2,47 di un anno fa, mentre il risultato operativo netto consolidato (rettificato) è stato pari a 33 milioni e il margine operativo lordo (sempre a valori correnti e rettificato) è passato dai 24 milioni di un anno fa agli attuali 135 (+456%). Nel semestre ha giovato positivamente anche l'aspetto fiscale: grazie alla Tremonti ter, infatti, il gruppo ha registato una riduzione delle imposte di 14 milioni di euro.
Un po' tutti i settori sono migliorati ma il balzo in avanti è stato possibile soprattutto grazie al termoelettrico, come ha sottolineato Alessandro Garrone, amministratore delegato del gruppo. Buone anche le prospettive per i mesi a venire: "Per la seconda parte dell'anno ci aspettiamo risultati ancora positivi per il settore termoelettrico e per le rinnovabili", ha spiegato il numero uno del gruppo. Continua invece ad essere più complesso il momento del settore raffinazione, che "seppure in ripresa, continua a essere penalizzato da uno scenario sfavorevole", ha commentato Garrone, sebbene a parità di perimetro i risultati di raffinazione e marketing siano attesi nella seconda parte dell'anno "in leggero miglioramento rispetto al primo semestre dell'anno".
Per quanto riguarda la joint venture con la Lukoil, per la raffineria di Priolo, parlando con gli analisti Garrone ha precisato: "Possiamo esercitare la put option perché fa parte del contratto con Lukoil, è un nostro diritto ma questo non significa che vogliamo farlo". E' ovvio, ha aggiunto, che "continuiamo a valutare il mercato per prendere le decisioni".