Buzzi declassata da S&P
per debito e prospettive in stallo
di VITTORIA PULEDDA
MILANO - Continua il momento difficile di Buzzi Unicem, anche se in Borsa il titolo ha chiuso con un lieve rialzo, più 0,2%. Oggi la società ha incassato il taglio del rating da parte di S&p che ha portato il giudizio sintetico sul debito da Bbb a Bbb- (per la società e per la controllata tedesca Dyckerhoff). Le prospettive per entrambi i gruppi sono invece "stabili". L'agenzia ha spiegato con una nota che dietro questa decisione c'è soprattutto la "significativa esposizione verso l'Europa dell'Est e l'Italia", dove per altro si registra una brusca e rapida "discesa di volumi e dei prezzi". Le difficili condizioni nel mercato dei materiali di costruzione e la pressione sui prezzi nel 2010, insomma, implicano che Buzzi resti esposta a forti tensioni.
Quello dell'agenzia statunitense non è l'unico giudizio di cautela sul gruppo: nei giorni scorsi gli analisti di Goldman Sachs avevano confermato il giudizio "sell&qu…
Quello dell'agenzia statunitense non è l'unico giudizio di cautela sul gruppo: nei giorni scorsi gli analisti di Goldman Sachs avevano confermato il giudizio "sell&qu…
MILANO - Continua il momento difficile di Buzzi Unicem, anche se in Borsa il titolo ha chiuso con un lieve rialzo, più 0,2%. Oggi la società ha incassato il taglio del rating da parte di S&p che ha portato il giudizio sintetico sul debito da Bbb a Bbb- (per la società e per la controllata tedesca Dyckerhoff). Le prospettive per entrambi i gruppi sono invece "stabili". L'agenzia ha spiegato con una nota che dietro questa decisione c'è soprattutto la "significativa esposizione verso l'Europa dell'Est e l'Italia", dove per altro si registra una brusca e rapida "discesa di volumi e dei prezzi". Le difficili condizioni nel mercato dei materiali di costruzione e la pressione sui prezzi nel 2010, insomma, implicano che Buzzi resti esposta a forti tensioni.
Quello dell'agenzia statunitense non è l'unico giudizio di cautela sul gruppo: nei giorni scorsi gli analisti di Goldman Sachs avevano confermato il giudizio "sell" (vendere) con un prezzo obiettivo rivisto al ribasso, da 8,5 a 6,5 euro. Il titolo resta inoltre il meno scelto del suo settore, secondo la potente banca d'affari americana. Poi sono seguiti i tagli di prezzo obiettivo da parte di Banca Akros, che ha abbassato il target da 10,50 a 9,70 euro, confermando comunque il giudizio "accumulare", e di Credit Suisse, che ha portato il target price da 11 a 10 euro.
Del resto, la semestrale di Buzzi Unicem non è stata certo positiva: il gruppo ha chiuso i conti di metà anno con un fatturato consolidato in calo a 1.227 milioni (-8,8% rispetto al corrispondente periodo 2009), un Mol di 189 milioni (-24%), un risultato netto di 17 milioni (-69,5%) e un utile netto escluse le quote di terzi che scende a 5,1 milioni da 40,6 milioni nello scorso esercizio (-87,4%). In leggera crescita l'indebitamento netto salito a 1.262,8 milioni dai 1.209,3 milioni di fine giugno 2009.
Il gruppo cementiero ha tuttavia sottolineato come si siano registrati segnali di recupero nel secondo trimestre d'esercizio, con le vendite di cemento in aumento dell'8%, e ritiene che una graduale ripresa degli investimenti potrebbe proseguire nella seconda metà dell'anno. Nonostante ciò, permanendo tra l'altro un clima di incertezza sui mercati mondiali, Buzzi Unicem prevede di chiudere l'esercizio 2010 con un calo del margine operativo lordo ricorrente attorno al 15% rispetto al 2009.
Quello dell'agenzia statunitense non è l'unico giudizio di cautela sul gruppo: nei giorni scorsi gli analisti di Goldman Sachs avevano confermato il giudizio "sell" (vendere) con un prezzo obiettivo rivisto al ribasso, da 8,5 a 6,5 euro. Il titolo resta inoltre il meno scelto del suo settore, secondo la potente banca d'affari americana. Poi sono seguiti i tagli di prezzo obiettivo da parte di Banca Akros, che ha abbassato il target da 10,50 a 9,70 euro, confermando comunque il giudizio "accumulare", e di Credit Suisse, che ha portato il target price da 11 a 10 euro.
Del resto, la semestrale di Buzzi Unicem non è stata certo positiva: il gruppo ha chiuso i conti di metà anno con un fatturato consolidato in calo a 1.227 milioni (-8,8% rispetto al corrispondente periodo 2009), un Mol di 189 milioni (-24%), un risultato netto di 17 milioni (-69,5%) e un utile netto escluse le quote di terzi che scende a 5,1 milioni da 40,6 milioni nello scorso esercizio (-87,4%). In leggera crescita l'indebitamento netto salito a 1.262,8 milioni dai 1.209,3 milioni di fine giugno 2009.
Il gruppo cementiero ha tuttavia sottolineato come si siano registrati segnali di recupero nel secondo trimestre d'esercizio, con le vendite di cemento in aumento dell'8%, e ritiene che una graduale ripresa degli investimenti potrebbe proseguire nella seconda metà dell'anno. Nonostante ciò, permanendo tra l'altro un clima di incertezza sui mercati mondiali, Buzzi Unicem prevede di chiudere l'esercizio 2010 con un calo del margine operativo lordo ricorrente attorno al 15% rispetto al 2009.