Respinto l'assalto al re dei fosfati
Potash dice no all'offerta da 39 miliardi
di LUCA PAGNI
MILANO - Solo un anno fa di questi tempi Potash aveva tagliato le stime della produzione. Uno degli effetti della crisi che nel corso del 2009 aveva colpito duramente il settore agroalimenatre di tutto il mondo. Ma con l'inizio del 2010 e la ripresa della domanda, in particolare proveniente dai paesi a maggiore crescita (e maggiore popolazione) come Cina, India e Brasile, è ripartita la corsa ad accaparrarsi i fornitori di materia prima. Facendo ripartire il risiko tra i colossi mondiali.
È questa la ragione che ha portato l'australiana Bhp a lanciare un'Opa ostile nei confronti della canadese Potash (una vera istituzione nello stato del Saskatchewan), leader globale nei sali di potassio, uno dei principali fertilizzanti per l'agricoltura. Il consiglio di amministrazione della società nordamericana ieri ha respinto come "totalmente inadeguata" un'offerta da 39 miliardi di dollari arrivata da Bhp Billiton. "La proposta - si legge nel comun…
È questa la ragione che ha portato l'australiana Bhp a lanciare un'Opa ostile nei confronti della canadese Potash (una vera istituzione nello stato del Saskatchewan), leader globale nei sali di potassio, uno dei principali fertilizzanti per l'agricoltura. Il consiglio di amministrazione della società nordamericana ieri ha respinto come "totalmente inadeguata" un'offerta da 39 miliardi di dollari arrivata da Bhp Billiton. "La proposta - si legge nel comun…
MILANO - Solo un anno fa di questi tempi Potash aveva tagliato le stime della produzione. Uno degli effetti della crisi che nel corso del 2009 aveva colpito duramente il settore agroalimenatre di tutto il mondo. Ma con l'inizio del 2010 e la ripresa della domanda, in particolare proveniente dai paesi a maggiore crescita (e maggiore popolazione) come Cina, India e Brasile, è ripartita la corsa ad accaparrarsi i fornitori di materia prima. Facendo ripartire il risiko tra i colossi mondiali.
È questa la ragione che ha portato l'australiana Bhp a lanciare un'Opa ostile nei confronti della canadese Potash (una vera istituzione nello stato del Saskatchewan), leader globale nei sali di potassio, uno dei principali fertilizzanti per l'agricoltura. Il consiglio di amministrazione della società nordamericana ieri ha respinto come "totalmente inadeguata" un'offerta da 39 miliardi di dollari arrivata da Bhp Billiton. "La proposta - si legge nel comunicato ufficiale - non riflette il valore della nostra posizione di leadership nell'industria e le nostre prospettive di crescita". Il mercato, con tutta evidenza, la pensa allo stesso modo e ritiene che ci sarà una nuova offerta: i titoli del gruppo di Saskatchewan hanno preso il volo a Wall Street guadagnando in apertura fino al 24% a quota 140 dollari, ben 10 dollari sopra l'offerta ad azione di Bhp.
Il settore è in gran fermento. Due mesi fa, uno dei concorrenti di Potash, i russi di Uralkali, sono stati oggetto di una trattativa tra oligarchi russi: il 53,2% della società è stato ceduto per 5,3 miliardi di dollari all'imprenditore Suleiman Kerimov, il quale possiede già il 20% di Silvint, numero uno dei sali di potassio in Russia. I due gruppi messi insieme hanno una produzione di poco inferiore a quella di Potash. mentre a inizio anno era stato il gruppo brasiliano Vale (che è in realtà il primo produttore di minerale di ferro al mondo) ad aprire le danze offrendo 3,8 miliardi di dollari per incamerare il 42,3% di Fosfertil, manco a dirlo numero uno del settore dei fertilizzanti nel paese sudamericano. Anche per tutto questo c'è da aspettarsi un possibile rilancio da parte di Bhp su Potash.
È questa la ragione che ha portato l'australiana Bhp a lanciare un'Opa ostile nei confronti della canadese Potash (una vera istituzione nello stato del Saskatchewan), leader globale nei sali di potassio, uno dei principali fertilizzanti per l'agricoltura. Il consiglio di amministrazione della società nordamericana ieri ha respinto come "totalmente inadeguata" un'offerta da 39 miliardi di dollari arrivata da Bhp Billiton. "La proposta - si legge nel comunicato ufficiale - non riflette il valore della nostra posizione di leadership nell'industria e le nostre prospettive di crescita". Il mercato, con tutta evidenza, la pensa allo stesso modo e ritiene che ci sarà una nuova offerta: i titoli del gruppo di Saskatchewan hanno preso il volo a Wall Street guadagnando in apertura fino al 24% a quota 140 dollari, ben 10 dollari sopra l'offerta ad azione di Bhp.
Il settore è in gran fermento. Due mesi fa, uno dei concorrenti di Potash, i russi di Uralkali, sono stati oggetto di una trattativa tra oligarchi russi: il 53,2% della società è stato ceduto per 5,3 miliardi di dollari all'imprenditore Suleiman Kerimov, il quale possiede già il 20% di Silvint, numero uno dei sali di potassio in Russia. I due gruppi messi insieme hanno una produzione di poco inferiore a quella di Potash. mentre a inizio anno era stato il gruppo brasiliano Vale (che è in realtà il primo produttore di minerale di ferro al mondo) ad aprire le danze offrendo 3,8 miliardi di dollari per incamerare il 42,3% di Fosfertil, manco a dirlo numero uno del settore dei fertilizzanti nel paese sudamericano. Anche per tutto questo c'è da aspettarsi un possibile rilancio da parte di Bhp su Potash.