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Luxottica, l'effetto euro è già finito
azzerati i guadagni da inizio anno

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MILANO - Si appannano le quotazioni di Luxottica, che dopo aver toccato i massimi in attesa dei risultati del semestre, da qualche giorno è oggetto di realizzi. Il colosso degli occhiali ha perso in Borsa il 3,13% scivolando a quota 18,55 euro per azione, e riportandosi poco sopra i livelli dello scorso gennaio. Il fatto è che, sia per l'esposizione al dollaro, sia per il fatto che il 60% dei ricavi del gruppo sono realizzati negli Stati Uniti, la società presieduta da Leonardo Del Vecchio spesso si muove come un'opzione "future" sull'andamento dei mercati Usa.

I ricavi del gruppo di Agordo nella prima metà del 2010 sono infatti cresciuti del 10,1% (+13,8% nel trimestre tra maggio e giugno) a 2,71 miliardi, ma senza considerare il recupero del dollaro il fatturato sarebbe aumentato solo del 6,7% (+6,5% nel secondo trimestre). Inoltre, la forza del dollaro si fa sentire più che proporzionalmente sulla redditività del gruppo, non a caso…
MILANO - Si appannano le quotazioni di Luxottica, che dopo aver toccato i massimi in attesa dei risultati del semestre, da qualche giorno è oggetto di realizzi. Il colosso degli occhiali ha perso in Borsa il 3,13% scivolando a quota 18,55 euro per azione, e riportandosi poco sopra i livelli dello scorso gennaio. Il fatto è che, sia per l'esposizione al dollaro, sia per il fatto che il 60% dei ricavi del gruppo sono realizzati negli Stati Uniti, la società presieduta da Leonardo Del Vecchio spesso si muove come un'opzione "future" sull'andamento dei mercati Usa.

I ricavi del gruppo di Agordo nella prima metà del 2010 sono infatti cresciuti del 10,1% (+13,8% nel trimestre tra maggio e giugno) a 2,71 miliardi, ma senza considerare il recupero del dollaro il fatturato sarebbe aumentato solo del 6,7% (+6,5% nel secondo trimestre). Inoltre, la forza del dollaro si fa sentire più che proporzionalmente sulla redditività del gruppo, non a caso il risultato operativo del primo semestre è salito del 20,2% a 429 milioni e l'utile netto del 26,1% a 245 milioni.

Tuttavia, nonostante flussi di cassa da record (400 milioni generati nel semestre) la forza del dollaro ha fatto aumentare anche l'indebitamento del gruppo che è salito a giungo a 2,64 miliardi dai 2,42 fine marzo. Oltre due terzi dei debiti del gruppo, sono infatti in valuta americana. Il cambio medio del semestre grazie a cui Luxottica è riuscita a realizzare questi risultati era di 1,32 euro per ogni dollaro, ma adesso la divisa unica si è rafforzata di nuovo a 1,28 nei confronti del biglietto verde e i vantaggi sono svaniti.
 
Infine, oggi alcuni dati macro negativi giunti dagli Stati Uniti (tra cui la disoccupazione e l'indice Fed sull'attività imprenditoriale sceso ai livelli del luglio 2009) hanno spaventato gli investitori. Nonostante la diversificazione nelle lenti e nelle montature da vista, il grosso del fatturato di Luxottica deriva infatti dalle montature sole che in caso di un'economia che scricchiola sono uno dei primi beni di lusso - tra cui proprio gli occhiali da sole - che vengono tagliati dalla spese dei consumatori.

A parità di perimetro nel primo semestre le montature in licenza (+6,1%) e la catena di occhiali da sole Sunglass Hut (+5,6%) hanno registrato la crescita più significativa, contro il calo di Pearle Vision (-7,1%) e la crescita meno marcata dei negozi specializzati nella vista Lens Crafter (+5,1%).

E così la correzione del dollaro e le attese di un autunno tiepido quanto a ripresa negli Usa oggi hanno indotto gli investitori a portare a casa un po' dei benefici guadagnati nelle scorse settimana su Luxottica.