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Unicredit e Intesa, rebus risparmio gestito
Pioneer e Fideuram in cerca di un destino

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MILANO - Conto alla rovescia per il doppio dossier italiano sul risparmio gestito. Nel prossimo paio di settimane, infatti, dovrebbero arrivare maggiori certezze sia sul fronte Pioneer (Unicredit) sia su quello Banca Fideuram (Intesa Sanpaolo). Per intanto, la creatura controllata da Cà de Sass ha reso nota oggi la semestrale: Banca Fideuram ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 93,9 milioni, in crescita del 4,3% rispetto a un anno prima.

Se si esclude l'accantonamento straordinario di 20 milioni, per una controversia fiscale relativa agli esercizi 2005-2006, l'utile normalizzato è pari a 114,8 milioni, il 26,6% in più rispetto a un anno fa. La raccolta netta totale del semestre è stata pari a 1,4 miliardi (da 0,6 miliardi) con una raccolta di risparmio gestito di 3,1 miliardi. A fine giugno le masse amministrate del gruppo erano pari a 69,5 miliardi (+2,5% da fine 2009) con una componente di risparmio gestito di 50,7 miliardi, pari al 73% delle…
MILANO - Conto alla rovescia per il doppio dossier italiano sul risparmio gestito. Nel prossimo paio di settimane, infatti, dovrebbero arrivare maggiori certezze sia sul fronte Pioneer (Unicredit) sia su quello Banca Fideuram (Intesa Sanpaolo). Per intanto, la creatura controllata da Cà de Sass ha reso nota oggi la semestrale: Banca Fideuram ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 93,9 milioni, in crescita del 4,3% rispetto a un anno prima.

Se si esclude l'accantonamento straordinario di 20 milioni, per una controversia fiscale relativa agli esercizi 2005-2006, l'utile normalizzato è pari a 114,8 milioni, il 26,6% in più rispetto a un anno fa. La raccolta netta totale del semestre è stata pari a 1,4 miliardi (da 0,6 miliardi) con una raccolta di risparmio gestito di 3,1 miliardi. A fine giugno le masse amministrate del gruppo erano pari a 69,5 miliardi (+2,5% da fine 2009) con una componente di risparmio gestito di 50,7 miliardi, pari al 73% delle masse totali. Molto positivo l'apporto delle commissioni nette, cresciute nel semestre del 28,8% a 257,9 milioni grazie alla forte crescita delle commissioni nette ricorrenti.

Ma per Fideuram il vero banco di prova, a questo punto, è la quotazione, ovvero lo sbarco in Borsa. L'appuntamento, sospeso prima dell'estate, potrebbe ritornare di attualità anche se il quadro borsistico non è dei più propizi. E' possibile che qualche lume in tal senso arrivi venerdì, nel corso della presentazione dei dati semestrali della capogruppo Intesa Sanpaolo, anche se la volatilità dei mercati resta molto forte.

Settembre potrebbe essere il momento della chiarezza anche in casa Unicredit. Qualche giorno fa, riferendosi alle ipotesi di stampa sull'idea di procedere allo spezzatino di Pioneer - molto presente, e in parte con attività diverse, negli Stati Uniti e in Europa - la banca aveva precisato che "nessuna decisione era già stata presa" e che si stava "ancora facendo un'analisi strategica del business". I tempi potrebbero essere più maturi in settembre anche secondo fonti di stampa tedesche: per il quotidiano Handelsblatt sarà allora che Piazza Cordusio "metterà le carte sul tavolo". Rumours di mercato sostengono che Unicredit punti non necessariamente a una vendita quanto piuttosto a un'alleanza, con scambio di carta contro carta, magari poi per vedere meglio in un secondo momento.