Il caso del giorno

Eni vende le quote nei gasdotti
e chiude il contenzioso con la Ue

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Ora si può dire che il caso è chiuso. Annunciando ufficialmente di aver "avviato il processo di dismissione delle proprie partecipazioni nelle società partecipate nei gasdotti Tenp, Tag e Transitgas", Eni ha di fatto chiuso il contenzioso che da un paio d'anno opponeva la società guidata da Paolo Scaroni all'Unione europea.

In sostanza, Bruxelles accusava Eni (ma anche altri colossi europei del gas come Eon, Rwe e Gdf -Suez) di abusare della loro posizione dominante di venditori all'ingrosso di gas ma anche di titolari di gasdotti principali che attraversano l'Europa. L'accusa, in buona sostanza, era che queste società riducevano ai concorrenti l'accesso ai gasdotti. La Commissione europea ha chiesto così di ridurre le inefficienze e di aumentare i risparmi aprendo la concorrenza. Ai vertici dell'Eni queste obiezioni "preliminari" sono arrivate nel marzo 2009. Una contestazione che aveva solo due approdi: una sanzione oppure l'impegno dell'Eni a risolvere il problema.

Dopo lunga discussione, Eni ha così accettato di cedere le sue quote nei gasdotti Tag (che trasporta il gas in Italia dalla Russia), Tenp e Transitgas (che lo portano dal Nord Europa sempre nella Penisola). Che fine faranno? Al Tag è interessata la Cassa depositi Prestiti, che si è già dichiarata favorevole, ma ha sempre fatto capire che fino a ora le richieste economiche di Eni erano troppo alte.

Negli altri due casi, Eni ha fatto sapere ieri di aver scelto i consulenti che aiuteranno la società a trovare un acquirente: Rothschild e Banca Imi per il Transitgas e Rothschild e Unicredit per il Tenp. Dalla vendita Eni potrebbe incassare complessivamente fino a 1,5 miliardi di euro.