Aicon va a picco: -10% in Borsa
bilancio in rosso e rischio chiusura
di VITTORIA PULEDDA
MILANO - Chiusura a picco per Aicon (-9,52%). Il gruppo messinese specializzato in yacht di lusso nella tarda serata di ieri aveva comunicato l'ok all'aumento di capitale fino al 10% con esclusione del diritto di opzione. L'aumento di capitale, si legge in una nota, sarà deliberato non appena la società di revisione si sarà espressa sui criteri di terminazione del prezzo di emissione ed è garantito fino all'importo di 3,2 milioni dall'azionista di maggioranza di Aicon.
Il gruppo versa in acque decisamente perigliose. Il cda di ieri ha approvato il bilancio 2009-2010, che si è chiuso con un risultato netto negativo per 31,1 milioni (-16,9 milioni l'anno precedente) e ricavi in flessione a 11,5 milioni (33,82 milioni l'anno scorso). La situazione è complessa, tanto che il consiglio di amministrazione ha dovuto dichiarare che "sussiste una rilevante incertezza che può far sorgere significativi dubbi sulla capacità del gruppo e d…
Il gruppo versa in acque decisamente perigliose. Il cda di ieri ha approvato il bilancio 2009-2010, che si è chiuso con un risultato netto negativo per 31,1 milioni (-16,9 milioni l'anno precedente) e ricavi in flessione a 11,5 milioni (33,82 milioni l'anno scorso). La situazione è complessa, tanto che il consiglio di amministrazione ha dovuto dichiarare che "sussiste una rilevante incertezza che può far sorgere significativi dubbi sulla capacità del gruppo e d…
MILANO - Chiusura a picco per Aicon (-9,52%). Il gruppo messinese specializzato in yacht di lusso nella tarda serata di ieri aveva comunicato l'ok all'aumento di capitale fino al 10% con esclusione del diritto di opzione. L'aumento di capitale, si legge in una nota, sarà deliberato non appena la società di revisione si sarà espressa sui criteri di terminazione del prezzo di emissione ed è garantito fino all'importo di 3,2 milioni dall'azionista di maggioranza di Aicon.
Il gruppo versa in acque decisamente perigliose. Il cda di ieri ha approvato il bilancio 2009-2010, che si è chiuso con un risultato netto negativo per 31,1 milioni (-16,9 milioni l'anno precedente) e ricavi in flessione a 11,5 milioni (33,82 milioni l'anno scorso). La situazione è complessa, tanto che il consiglio di amministrazione ha dovuto dichiarare che "sussiste una rilevante incertezza che può far sorgere significativi dubbi sulla capacità del gruppo e della società di continuare a operare sulla base del prespposto della continuità aziendale".
Tuttavia Aicon ritiene di avere margini per risalire la china e di poter andare avanti: tra l'aumento di capitale e le altre misure intraprese, il gruppo infatti "ritiene opportuno continuare ad adottare il presupposto della continuità aziendale". Resta il fatto che Aicon - già reduce da una lunga serie di difficoltà - si trova a dover fronteggiare la crisi economica che ha portato al mancato ritiro di alcuni yacht di lusso già ordinati; ha registrato lo sforamento dei covenant con gli istituti creditori ed ha anche debiti di natura commerciale scaduti, a fronte dei quali ha ricevuto solleciti di pagamento e ingiunzioni.
Insomma, il quadro non è roseo e la società, anche alla luce dei risultati raggiunti, ha approvato un revisione del piano industriale, ora esteso al 2013. Il gruppo si era quotato a Piazza Affari nel 2007, a 4,1 euro per azione; oggi ha chiuso a 19 centesimi.
Il gruppo versa in acque decisamente perigliose. Il cda di ieri ha approvato il bilancio 2009-2010, che si è chiuso con un risultato netto negativo per 31,1 milioni (-16,9 milioni l'anno precedente) e ricavi in flessione a 11,5 milioni (33,82 milioni l'anno scorso). La situazione è complessa, tanto che il consiglio di amministrazione ha dovuto dichiarare che "sussiste una rilevante incertezza che può far sorgere significativi dubbi sulla capacità del gruppo e della società di continuare a operare sulla base del prespposto della continuità aziendale".
Tuttavia Aicon ritiene di avere margini per risalire la china e di poter andare avanti: tra l'aumento di capitale e le altre misure intraprese, il gruppo infatti "ritiene opportuno continuare ad adottare il presupposto della continuità aziendale". Resta il fatto che Aicon - già reduce da una lunga serie di difficoltà - si trova a dover fronteggiare la crisi economica che ha portato al mancato ritiro di alcuni yacht di lusso già ordinati; ha registrato lo sforamento dei covenant con gli istituti creditori ed ha anche debiti di natura commerciale scaduti, a fronte dei quali ha ricevuto solleciti di pagamento e ingiunzioni.
Insomma, il quadro non è roseo e la società, anche alla luce dei risultati raggiunti, ha approvato un revisione del piano industriale, ora esteso al 2013. Il gruppo si era quotato a Piazza Affari nel 2007, a 4,1 euro per azione; oggi ha chiuso a 19 centesimi.