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Banco Popolare festeggia
con il ritorno di Cariverona

L'istituto cooperativo veneto doppia i guadagni del settore credito anche grazie alla promozione di Goldman Sachs
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MILANO - Si scuote il Banco popolare, che chiude una seduta brillante con un miglioramento del 5,58% a 3,5 euro. In una seduta positiva che ha visto il rimbalzo di tutto il comparto creditizio, l'istituto cooperativo veneto ha doppiato i guadagni del settore grazie a due notizie. La prima riguarda uno studio di Goldman Sachs, la più importante banca d'affari del mondo che ha migliorato il giudizio sul titolo.

La seconda, anticipata nel fine settimana dai quotidiani locali L'Arena e il Corriere di Verona, è relativa al prossimo "ritorno" dell'ente veronese nell'azionariato del Banco. Dopo avere mantenuto a lungo una quota attorno allo 0,5%, infatti, la Fondazione guidata da Paolo Biasi mesi fa ha liquidato quasi tutta la partecipazione, restando con uno 0,06%. Ma avrebbe, durante un recente consiglio, deciso di impegnarsi fino a 200 milioni di euro nella ricapitalizzazione del Banco popolare, in programma a fine gennaio per ripagare i Tremonti bond e rafforzare …
MILANO - Si scuote il Banco popolare, che chiude una seduta brillante con un miglioramento del 5,58% a 3,5 euro. In una seduta positiva che ha visto il rimbalzo di tutto il comparto creditizio, l'istituto cooperativo veneto ha doppiato i guadagni del settore grazie a due notizie. La prima riguarda uno studio di Goldman Sachs, la più importante banca d'affari del mondo che ha migliorato il giudizio sul titolo.

La seconda, anticipata nel fine settimana dai quotidiani locali L'Arena e il Corriere di Verona, è relativa al prossimo "ritorno" dell'ente veronese nell'azionariato del Banco. Dopo avere mantenuto a lungo una quota attorno allo 0,5%, infatti, la Fondazione guidata da Paolo Biasi mesi fa ha liquidato quasi tutta la partecipazione, restando con uno 0,06%. Ma avrebbe, durante un recente consiglio, deciso di impegnarsi fino a 200 milioni di euro nella ricapitalizzazione del Banco popolare, in programma a fine gennaio per ripagare i Tremonti bond e rafforzare il patrimonio della banca.

Sempre secondo le indiscrezioni, parte dei fondi potrebbe arrivare da un alleggerimento del 4,9% detenuto in Unicredit. Nel pomeriggio la Fondazione ha confermato le voci, già espresse dal suo vicepresidente Sala durante l'assemblea straordinaria del Banco. "Cariverona conferma l'interesse per l'operazione di aumento di capitale promossa dal Banco popolare e precisa che l'entità della partecipazione sarà decisa una volta depositato il prospetto informativo e dunque note tutte le condizioni economiche e finanziarie della stessa".

Anche il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha espresso il suo supporto "politico" all'iniziativa. "L'operazione è un passaggio che serve a rafforzare, nel fare sistema, la struttura economico finanziaria di Verona. L'aspetto importante è che rimanga intatto il sistema del voto capitario". C'è, infatti, il limite di legge che impone agli azionisti di ogni popolare di non superare lo 0,5%, pena l'obbligo di rivendere l'eccedenza entro 12 mesi. Ma è vero che giace, da anni, nelle more del parlamento una misura che riformi e innalzi i tetti di possesso nelle popolari.
 
Dietro le quinte scaligere, emerge che l'operazione sarà valutata solo tra circa un mese, potrebbe non superare la quota di legge (0,5%) e non è detto che serva smobilizzare quote di Unicredit, visto che l'Ente ritiene di avere liquidità sufficiente per un rientro che, in ogni caso, riveste anche una logica di sostegno all'economia del territorio. Anche perché, dal punto di vista finanziario, è difficile che nei dividendi dei prossimi anni il Banco popolare sappia dare più soddisfazione agli azionisti veronesi rispetto a quella - anch'essa modesta, in questa fase difficile per le banche - che offre la partecipata Unicredit.