TORINO - Autogrill ha chiuso l'ultima seduta di Borsa prima della pausa natalizia con un rialzo del 2,5%, ai nuovi massimi dell'anno a quota 10,6 euro, la stessa che aveva nel marzo di due anni fa. A far salire il titolo è stata la notizia di due nuovi contratti chiusi negli aeroporti degli Stati Uniti e uno rinnovato in Canada. Il che è sembrato una conferma dei giudizi positivi appena emessi dagli analisti di Credit Suisse e di Equita, i quali hanno previsto uan chiusura di 2010 migliore delle aspettative.
Autogrill, che per lo più è conosciuta per essere il marchio più presente nei punti di ristoro della rete autostrdale, in realtà negli anni è diventato il leader mondiale per la gestione di punti vendita e di ristorazione negli aeroporti di tutto il mondo. E lo ha fatto con una campagna di acquisizioni iniziata ormai più di 10 anni fa.
Una di queste operazioni ha portato il gruppo controllato dalla famiglia Benetton e rilevare HmsHost, società del settore molto forte nel mercato americano. Ed è proprio quest'ultima che ieri ha annunciato l'aggiudicazione di un contratto per cinque nuovi punti vendita nell'aeroporto di San Francisco (il secondo in California e il decimo negli Usa per numero di passeggeri) e altri 3 in quello di Sacramento. Si tratta di concessioni della durata di dieci anni che dovrebbero fruttare ricavi stimati rispettivamente in 80 e 90 milioni di dollari. In Canada, a Toronto, HmsHost ha invece rinnovato tre concessioni per un ulteriore periodo di 5 anni, fatturato previsto pari a 95 milioni di dollari.
Nei giorni scorsi Credit Suisse ed Equita avevano messo l'accento sulla ripresa del traffico sia aeroportuale che autostradale e del conseguente aumento dei consumi da parte dei passeggeri. Per questa ragione i dati del 2011 dovrebbero essere superiori a quelli dell'anno che sta finendo perché si dovrà fare il raffonto con una stagione che è stata penalizzata - nel settore aereo - dalla "nube" islandese.
Autogrill, che per lo più è conosciuta per essere il marchio più presente nei punti di ristoro della rete autostrdale, in realtà negli anni è diventato il leader mondiale per la gestione di punti vendita e di ristorazione negli aeroporti di tutto il mondo. E lo ha fatto con una campagna di acquisizioni iniziata ormai più di 10 anni fa.
Una di queste operazioni ha portato il gruppo controllato dalla famiglia Benetton e rilevare HmsHost, società del settore molto forte nel mercato americano. Ed è proprio quest'ultima che ieri ha annunciato l'aggiudicazione di un contratto per cinque nuovi punti vendita nell'aeroporto di San Francisco (il secondo in California e il decimo negli Usa per numero di passeggeri) e altri 3 in quello di Sacramento. Si tratta di concessioni della durata di dieci anni che dovrebbero fruttare ricavi stimati rispettivamente in 80 e 90 milioni di dollari. In Canada, a Toronto, HmsHost ha invece rinnovato tre concessioni per un ulteriore periodo di 5 anni, fatturato previsto pari a 95 milioni di dollari.
Nei giorni scorsi Credit Suisse ed Equita avevano messo l'accento sulla ripresa del traffico sia aeroportuale che autostradale e del conseguente aumento dei consumi da parte dei passeggeri. Per questa ragione i dati del 2011 dovrebbero essere superiori a quelli dell'anno che sta finendo perché si dovrà fare il raffonto con una stagione che è stata penalizzata - nel settore aereo - dalla "nube" islandese.