Il caso del giorno

L'ex Pirelli Re svetta in Borsa
dopo l'alleanza a Singapore

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MILANO - L'alleanza di Prelios con Gic Real, società immobiliare di Singapore, mette sugli scudi il titolo dell'ex Pirelli Re che ha chiuso l'ultima seduta di Borsa dell'anno con un +4,33% a 0,44 euro.

Il gruppo italiano ha ceduto il 13,6% del fondo Cloe con un impatto positivo sulla posizione finanziaria netta per 26,9 milioni di euro. La società immobiliare otterrà, inoltre, un beneficio di altri 20 milioni dalla cessione del 35% di Finprema, la titolare insieme a Fintecna della joint venture "Residenziale immobiliare 2004" a capo del progetto Pentagramma: un'iniziativa avviata nel 2007 per la valorizzazione di quattro asset immobiliari a Roma da circa 406 milioni di euro, a cominciare dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che diventerà un hotel di lusso. Nel portafoglio di Pentagramma ci sono poi l'ex Istituto geologico e il complesso immobiliare di Scalo San Lorenzo, entrambi destinati a progetti di riconversione terziaria, e l'area di Valcannuta che diventerà una zona residenziale.

La Borsa però scommette sullo sviluppo della partnership con Gic Real che contestualmente al 13,6% acquistato da Prelios, ha rilevato un altro 10% di Cloe da Morgan Stanley e Merrill Lynch con un investimento complessivo di 50 milioni diventando con il 23,6% del capitale il primo quotista davanti a Generali e Fondazione Cariplo. "La cessione - spiega Prelios - è avvenuta a prezzi in linea con i valori di carico e con uno sconto di circa il 20% sul Nav".

Con le due operazioni concluse oggi la società immobiliare della Bicocca ha provocato un impatto positivo sulla propria posizione finanziaria netta di circa 47 milioni. Per quanto riguarda gli sviluppi futuri gli operatori puntano sull'interesse di Gic a investire sul mercato immobiliare italiano: nel patrimonio di Cloe ci sono 11 immobili ad uso di uffici per un valore di 550 milioni di euro, un Nav di 261 milioni e un rendimento medio annuo superiore al 19%. Nei piani di Prelios, Cloe sarebbe dovuto scadere nel 2011, ma la sua durata è stata prolungata fino al 2016 e anche per questo è stato recentemente chiuso un rifinanziamento da 300 milioni con Intesa Sanpaolo e Unicredit.