MILANO - Continuano gli strappi di Pininfarina in Borsa. Ieri il titolo era salito dell'8,8% e oggi ha replicato il balzo, salendo quasi del 10%. Il che significa che, in un mese, la società ha guadagnato circa il 30% e in sei mesi è salita del 113%. Del resto, lo scorso 2 agosto Pininfarina a Piazza Affari valeva 1,65 euro e ora ha superato di poco i 4 euro.
L'andamento fortemente altalenante di Pininfarina non è una novità da qualche tempo a questa parte, con brusche fughe in avanti - e spesso altrettanto precipitose ripiegate - che trovano sicuramente una prima spiegazione nel limitato flottante e nella capitalizzazione tutto sommato ridotta (112 milioni) della società.
Insomma, è un titolo sottile e quindi naturalmente soggetto a forti oscillazioni, quando per una ragione qualsiasi si accendono i riflettori sulla società. Stavolta l'euforia è stata innescata dalle voci, raccolte dalla stampa francese, secondo cui Pininfarina è oggetto dell'interesse della cinese Baic, che starebbe pensando di lanciare un'offerta.
Anche il finanziere bretone Vincent Bollorè si era detto interessato alla società, una quindicina di giorni fa, ma per il momento alle generiche manifestazioni di interesse di Bollorè non hanno fatto seguito azioni concrete (anzi, la joint venture che i due gruppi avevano nel settore dell'auto elettrica è in via di scioglimento e la società verrà rilevata completamente dal francese). Oggi Pininfarina ha chiarito con una nota che il gruppo "è ancora in una fase di raccolta delle manifestazioni di interesse dei potenziali acquirenti. Il procedimento di acquisizione, che prevede diversi momenti gestiti da Banca Leonardo, è quindi ancora in una fase preliminare".
Da tempo Banca Leonardo ha il mandato di valorizzare il gruppo, in particolare da quando le banche creditrici di Pininfarina corsero in soccorso del gruppo con una corposa rinuncia sul fronte dei crediti e ricevendo in cambio in pegno l'intera Pincar, la srl di famiglia che ha come una attività il controllo della quota Pininfarina (con il 76%).
L'andamento fortemente altalenante di Pininfarina non è una novità da qualche tempo a questa parte, con brusche fughe in avanti - e spesso altrettanto precipitose ripiegate - che trovano sicuramente una prima spiegazione nel limitato flottante e nella capitalizzazione tutto sommato ridotta (112 milioni) della società.
Insomma, è un titolo sottile e quindi naturalmente soggetto a forti oscillazioni, quando per una ragione qualsiasi si accendono i riflettori sulla società. Stavolta l'euforia è stata innescata dalle voci, raccolte dalla stampa francese, secondo cui Pininfarina è oggetto dell'interesse della cinese Baic, che starebbe pensando di lanciare un'offerta.
Anche il finanziere bretone Vincent Bollorè si era detto interessato alla società, una quindicina di giorni fa, ma per il momento alle generiche manifestazioni di interesse di Bollorè non hanno fatto seguito azioni concrete (anzi, la joint venture che i due gruppi avevano nel settore dell'auto elettrica è in via di scioglimento e la società verrà rilevata completamente dal francese). Oggi Pininfarina ha chiarito con una nota che il gruppo "è ancora in una fase di raccolta delle manifestazioni di interesse dei potenziali acquirenti. Il procedimento di acquisizione, che prevede diversi momenti gestiti da Banca Leonardo, è quindi ancora in una fase preliminare".
Da tempo Banca Leonardo ha il mandato di valorizzare il gruppo, in particolare da quando le banche creditrici di Pininfarina corsero in soccorso del gruppo con una corposa rinuncia sul fronte dei crediti e ricevendo in cambio in pegno l'intera Pincar, la srl di famiglia che ha come una attività il controllo della quota Pininfarina (con il 76%).