Il caso del giorno

Campari ai massimi sul mercato
500 milioni per la campagna acquisti

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MILANO - E' partita con il vento in poppa la Campari in Borsa. Oggi ha toccato un nuovo massimo storico nel durante - superando di poco quota 5 euro - per poi ripiegare leggermente e chiudere comunque in rialzo dell'1%. Resta il fatto che il titolo a Piazza Affari segna un rialzo che sfiora il 6% in un mese, ma raggiunge il 21% in sei mesi e il 34% in un anno. Insomma, una progressione non travolgente ma decisa e soprattutto continua, negli ultimi tempi.
 
In attesa dei risultati di fine anno, i ragionamenti del mercato continuano a ruotare sulle aperture avanzate lo scorso novembre, quando l'amministratore delegato aveva parlato di possibili acquisizioni. Ormai secondo il mercato non si tratta più di scommettere se, ma quando partirà la campagna acquisti.
 
Per realizzare lo shopping la Campari ha a disposizione tra i 400 e i 500 milioni, ma non è detto che debba limitarsi a questa cifra: proprio lo scorso agosto, infatti, la società ha raggiunto con gli obbligazionisti un accordo per indebitarsi ulteriormente, se ne vale la pena. L'assemblea dei bondholder infatti ha approvato le modifiche ad alcune condizioni del prestito, per consentire alla società in caso di significative acquisizioni di raggiungere e mantenere un livello di indebitamento massimo più elevato di quello previsto dai regolamenti, a fronte del riconoscimento, per i corrispondenti periodi, di un tasso di interesse maggiorato. Anche i due private placement emessi negli Stati Uniti da Redfire, Inc. nel 2002 e nel 2009 sono stati allineati alle nuove condizioni.

Insomma, tutto è pronto anche se per il momento non ci sono indicazioni sulla società target né sui mercati di eventuale espansione. Di sicuro continua la strategia di Campari di espandersi in Brasile (lo scorso dicembre è stato aperto un nuovo stabilimento) con una nuova linea di produzione in loco. Si stanno anche riprendendo i consumi in Russia, in particolare degli spumanti, dopo il momento di crisi del recente passato.

Non è detto però che la futura espansione avvenga nelle aree dei paesi Bric: recentemente lo spin off di Fortune brands aveva alimentato speculazioni su una possibile cordata capitanata da Diageo (cui avrebbe potuto partecipare anche Campari) per rilevare la divisione spirits del gruppo. Tuttavia Fortune brands ha escluso di voler cedere quella divisione.