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Il boom delle materie prime
pesa sui margini Buzzi Unicem

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La corsa delle materie prime spinte dal petrolio con il calo dei prezzi finali comprimono i margini di Buzzi Unicem oltre le attese degli azionisti. "E della società" spiegano gli addetti ai lavori. Una delusione rispecchiata dal calo dell'1,5% a Piazza Affari, nonostante nel quarto trimestre dell'anno le vendite di cemento siano cresciute più che nei tre mesi precedenti.

Buzzi ha quindi annunciato la chiusura del 2010 con un fatturato consolidato pari a 2,64 miliardi di euro, in calo dello 0,9% rispetto ai 2,67 miliardi del 2009, ma sulla variazione c'è un impatto positivo dei tassi di cambio per 84 milioni di euro. Mentre il consolidamento del perimetro ha portato nelle casse del gruppo altri 36 milioni. A parità di condizioni, rispetto al 2009, i ricavi sarebbero calati del 5,4%. In aumento l'indebitamento netto, passato da 1,2 a 1,26 miliardi di euro. Una crescita legata agli investimenti per l'aumento della capacità produttiva in Russi…
La corsa delle materie prime spinte dal petrolio con il calo dei prezzi finali comprimono i margini di Buzzi Unicem oltre le attese degli azionisti. "E della società" spiegano gli addetti ai lavori. Una delusione rispecchiata dal calo dell'1,5% a Piazza Affari, nonostante nel quarto trimestre dell'anno le vendite di cemento siano cresciute più che nei tre mesi precedenti.

Buzzi ha quindi annunciato la chiusura del 2010 con un fatturato consolidato pari a 2,64 miliardi di euro, in calo dello 0,9% rispetto ai 2,67 miliardi del 2009, ma sulla variazione c'è un impatto positivo dei tassi di cambio per 84 milioni di euro. Mentre il consolidamento del perimetro ha portato nelle casse del gruppo altri 36 milioni. A parità di condizioni, rispetto al 2009, i ricavi sarebbero calati del 5,4%. In aumento l'indebitamento netto, passato da 1,2 a 1,26 miliardi di euro. Una crescita legata agli investimenti per l'aumento della capacità produttiva in Russia (Suchoi Log) e in Messico (Apazàpan), oltre che al completamento dei nuovi impianti per la conversione del combustibile da gas naturale a carbone in Ucraina.

Per contro le vendite di cemento sono cresciute del 4% a 26,6 milioni di tonnellate, lo scorso anno il settore delle costruzioni "ha continuato a subire ripercussioni negative, causate dall'onda lunga della crisi internazionale, ma sono stati più evidenti, in particolare nel secondo semestre, i segnali di miglioramento economico, di rafforzata fiducia in scenari più favorevoli ed in prossimi cicli di crescita". In aumento anche la produzione di calcestruzzo preconfezionato salita a 14,4 milioni di metri cubi (+3,5%). "Sulla base delle informazioni preliminari disponibili - dice la società in una nota - ci attendiamo che il bilancio consolidato dell'esercizio 2010 si chiuda con un margine operativo lordo ricorrente di circa 400 milioni". Mentre a livello di risultato netto, sullo scorso anno, ha avuto un ulteriore impatto negativo la svalutazione" di circa 100 milioni che ha riguardato lo stabilimento di Oglesby, negli Stati Uniti.

La società è comunque ottimista sul 2011: "In un quadro macro-economico ancora molto incerto - conclude la nota - nell'ultima parte dell'anno sono emersi alcuni segnali di miglioramento che riteniamo possano trovare conferma durante il 2011". A patto che le materie prime inizino a calare e la concorrenza cinese non faccia crollare i prezzi finali.