MILANO - Gazprom non tiene a bada i propri costi di approvvigionamento, che intaccano la contabilità del terzo trimestre, chiuso il 30 settembre scorso. Ne risente anche il titolo, uno dei draghi della cavalcata della Borsa di Mosca negli anni recenti, che ha reagito con un calo del 3,22% a 208,22 rubli.
La più grande società integrata nel settore del gas mondiale ha particolari legami con l'Italia, cui fornisce circa un terzo del proprio fabbisogno di gas da oltre 35 anni: un quantitativo che nell'esercizio 2009 è ammontato a 19 miliardi di metri cubi di gas, e che ne fa il principale fornitore dell'Eni.
La dinamica dei prezzi del mercato mondiale del gas - che in seguito alla recessione globale ha rallentato nel 2009 salvo riprendersi nel 2010 al traino della crescita dei paesi emergenti - ha portato qualche criticità nel bilancio del gigante russo, che ha come attività principale l'approvvigionamento di gas in Asia centrale e la sua vendita, principalmente ai paesi europei. Gazprom ha reso noto che nel trimestre il costo per le forniture di gas e petrolio è aumentato del 29%; questo ha avuto logiche ricadute sui profitti, che sono scesi del 9% a 159 miliardi di rubli (circa 5,4 miliardi di dollari), leggermente sotto le attese degli analisti contattati da Reuters, che pensavano a un utile di 160 miliardi di rubli. Il fatturato complessivo trimestrale è salito a 786 miliardi di rubli, rispetto a precedenti 684 miliardi.
Secondo i dati forniti dalla società, le vendite di gas all'Europa, il mercato di riferimento per Gazprom, sono scese a un corrispettivo di 291 miliardi di rubli (erano 312 miliardi un anno prima), mentre i costi operativi sono aumentati del 12% a 592 miliardi di rubli, per via dell'aumento dei prezzi di approvvigionamento. "L'aumento dei costi ha ridotto del 12% il Margine operativo lordo, trimestre su trimestre, anche se ci attendiamo un parziale recupero della marginalità nell'ultimo trimestre del 2010 in seguito all'aumento dei costi di esportazione del gas e del petrolio", ha scritto in una ricerca Ifc Metropol.
Non è la prima volta che analisti e investitori muovono rilievi sulla scarsa capacità di Gazprom dei tenere a bada il fronte dei costi del suo bilancio. Una buona notizia, almeno, proviene dall'indebitamento complessivo, che a fine settembre scorso era sceso a 972 miliardi di rubli (rispetto a 1.370 miliardi di fine 2009) per il rimborso di diverse linee di credito a breve e medio termine.