Falck Renewables piazza l'aumento
ma affossa il titolo in Borsa (-18,4%)
di GIULIANO BALESTRERI
MILANO - E' un collocamento dal sapore dolce e amaro quello iniziato questa mattina da Falck Renewables. Il titolo dell'ex Actelios, attiva nello sviluppo integrato e diversificato delle tecnologie e delle fonti per l'energia rinnovabile, è infatti crollato, allineandosi verso il prezzo del collocamento. Le opzioni per il futuro aumento, che davano diritto a sottoscrivere al prezzo di un euro contro un valore di Borsa di 1,6 euro, hanno avuto l'effetto di generare un ribasso del 18,4%, fino alla chiusura di 1,29 euro.
Il gruppo milanese comunque ha collocato per intero, presso investitori istituzionali, 65 milioni di opzioni, per un controvalore di 8,8 milioni. I diritti garantiscono la prelazione a sottoscrivere 52,07 milioni di azioni diritti per l'aumento di capitale di Falck Renewables. In sostanza sono andate sul mercato le opzioni che l'azionista di riferimento Falck aveva deciso di non esercitare. Come a dire che tecnicamente l'aumento di capitale è già conc…
Il gruppo milanese comunque ha collocato per intero, presso investitori istituzionali, 65 milioni di opzioni, per un controvalore di 8,8 milioni. I diritti garantiscono la prelazione a sottoscrivere 52,07 milioni di azioni diritti per l'aumento di capitale di Falck Renewables. In sostanza sono andate sul mercato le opzioni che l'azionista di riferimento Falck aveva deciso di non esercitare. Come a dire che tecnicamente l'aumento di capitale è già conc…
MILANO - E' un collocamento dal sapore dolce e amaro quello iniziato questa mattina da Falck Renewables. Il titolo dell'ex Actelios, attiva nello sviluppo integrato e diversificato delle tecnologie e delle fonti per l'energia rinnovabile, è infatti crollato, allineandosi verso il prezzo del collocamento. Le opzioni per il futuro aumento, che davano diritto a sottoscrivere al prezzo di un euro contro un valore di Borsa di 1,6 euro, hanno avuto l'effetto di generare un ribasso del 18,4%, fino alla chiusura di 1,29 euro.
Il gruppo milanese comunque ha collocato per intero, presso investitori istituzionali, 65 milioni di opzioni, per un controvalore di 8,8 milioni. I diritti garantiscono la prelazione a sottoscrivere 52,07 milioni di azioni diritti per l'aumento di capitale di Falck Renewables. In sostanza sono andate sul mercato le opzioni che l'azionista di riferimento Falck aveva deciso di non esercitare. Come a dire che tecnicamente l'aumento di capitale è già concluso. Anche perché se le opzioni andassero a scadenza senza essere esercitate interverrebbe il consorzio di garanzia composto da Unicredit e Mediobanca.
Al termine dell'operazione, quindi, tra quattro settimane, Falck deterrà una partecipazione nel capitale del 60%, mentre il flottante salirà al 30%: le nuove azioni sono state offerte in opzione ai soci secondo il rapporto di sottoscrizione di 4 titoli di nuova emissione ogni 5 azioni in portafoglio.
Pochi giorni fa, però, i piccoli azionisti della società avevano annunciato l'intenzione di chiedere all'ufficio esposti della Consob di avviare un'indagine proprio sul nuovo aumento di capitale. I piccoli soci vorrebbero chiarimenti sull'aumento di capitale sottolineando che per la prima volta dal 2000 il gruppo Falck chiude l'anno con un bilancio in rosso nonostante nel 2005 abbia raccolto sul mercato con Actelios (oggi Falck Renewables) 250 milioni di euro: 150 erano stati destinati alla costruzione di tre termovalorizzatori in Sicilia.
"In virtù del fatto che questi impianti non sono mai stati costruiti - affermano i piccoli azionisti - Actelios ha depositato i fondi raccolti nella tesoreria centralizzata della capogruppo Falck (che controlla Actelios/Falck Renewables)". Secondo la tesi sostenuta dal gruppo di piccoli azionisti, i fondi raccolti sono stati prestati a Falck e proprio per questo si chiedono perché il gruppo chieda nuovamente risorse a loro e al mercato. Il ricorso, però, non è mai arrivato in Consob.
Il gruppo milanese comunque ha collocato per intero, presso investitori istituzionali, 65 milioni di opzioni, per un controvalore di 8,8 milioni. I diritti garantiscono la prelazione a sottoscrivere 52,07 milioni di azioni diritti per l'aumento di capitale di Falck Renewables. In sostanza sono andate sul mercato le opzioni che l'azionista di riferimento Falck aveva deciso di non esercitare. Come a dire che tecnicamente l'aumento di capitale è già concluso. Anche perché se le opzioni andassero a scadenza senza essere esercitate interverrebbe il consorzio di garanzia composto da Unicredit e Mediobanca.
Al termine dell'operazione, quindi, tra quattro settimane, Falck deterrà una partecipazione nel capitale del 60%, mentre il flottante salirà al 30%: le nuove azioni sono state offerte in opzione ai soci secondo il rapporto di sottoscrizione di 4 titoli di nuova emissione ogni 5 azioni in portafoglio.
Pochi giorni fa, però, i piccoli azionisti della società avevano annunciato l'intenzione di chiedere all'ufficio esposti della Consob di avviare un'indagine proprio sul nuovo aumento di capitale. I piccoli soci vorrebbero chiarimenti sull'aumento di capitale sottolineando che per la prima volta dal 2000 il gruppo Falck chiude l'anno con un bilancio in rosso nonostante nel 2005 abbia raccolto sul mercato con Actelios (oggi Falck Renewables) 250 milioni di euro: 150 erano stati destinati alla costruzione di tre termovalorizzatori in Sicilia.
"In virtù del fatto che questi impianti non sono mai stati costruiti - affermano i piccoli azionisti - Actelios ha depositato i fondi raccolti nella tesoreria centralizzata della capogruppo Falck (che controlla Actelios/Falck Renewables)". Secondo la tesi sostenuta dal gruppo di piccoli azionisti, i fondi raccolti sono stati prestati a Falck e proprio per questo si chiedono perché il gruppo chieda nuovamente risorse a loro e al mercato. Il ricorso, però, non è mai arrivato in Consob.