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FINANZA

Parmalat, il governo "blinda" gli utili
e il titolo scivola a Piazza Affari

Il divieto di distribuire l'extra cedola per dieci anni inserito nel decreto Milleproroghe per assecondare la linea di Enrico Bondi contro eventuali speculazioni. All'assemblea di aprile la resa dei conti con i grandi fondi azionisti che chiedevano i maxi-dividendi

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MILANO - Enrico Bondi spariglia le carte nella partita per il vertice Parmalat e "blinda" la cassa del gruppo (1,4 miliardi di euro, raccolti grazie alle cause a banche e revisori) dagli assalti di eventuali speculatori. Tra le pieghe del decreto Milleproroghe, in discussione al Senato, è spuntato un emendamento che in sostanza limita al 50% degli utili i dividendi che Collecchio potrà distribuire nei prossimi dieci anni.

La norma è un'interpretazione autentica di un articolo della legge Marzano e impedisce in sostanza la distribuzione ai soci del tesoretto della società, come invece per ben due volte avevano chiesto (senza successo) negli ultimi anni gli hedge fund e i fondi d'investimento azionisti del gruppo. L'addio alla speranza di un maxi-dividendo ha messo ko i titoli Parmalat in Borsa, scivolati del 4% per poi assestarsi verso la fine della seduta a un calo del 2% circa.

La novità legislativa è destinata con ogni probabilità a condizionare in maniera pesante la prossima assemblea di Parmalat a metà aprile. Un appuntamento delicatissimo visto che tre fondi d'investimento (McKenzie Cundill, Skagen e Zenit) forti del 15,3% del capitale hanno preannunciato l'intenzione di non rinnovare il cda guidato da Bondi, firmando un'intesa per la presentazione di una lista per il consiglio.

I fondi ribelli hanno precisato di non avere intenzione di spolpare la cassa dell'azienda, impegnandosi anzi a utilizzare i soldi per la crescita del gruppo (come vuol fare anche il manager aretino). Ma Piazza Affari si era comunque convinta che l'intesa a tre, destinata a sciogliersi dopo l'assemblea, avrebbe portato prima o poi a una cedola straordinaria. E che questo fosse in realtà il vero obiettivo della santa alleanza.

La partita comunque è ancora aperta. Mc Kenzie & C. hanno in teoria i numeri per far valere le loro ragioni in assemblea, nominando un nuovo cda con un ad italiano. Bondi, oltre a muoversi dietro le quinte con il governo, come è evidente dal risultato del Milleproroghe, ha affidato a Merrill Lynch e a Deutsche Bank un mandato informale per arginare (in assemblea o anche per altre strade) l'assalto dei fondi. Da ieri però il risultato finale dello scontro è molto meno scontato.