MILANO - Il Sud America salva Telecom Italia dal naufragio di Piazza Affari, messa in ginocchio prima dal blocco degli scambi per tutta la mattinata, poi - in modo ancora più pesante - dalla crisi libica che sta colpendo le Borse del Vecchio Continente. A difendere le quotazioni del gruppo guidato da Franco Bernabé, in attesa del cda di giovedì prossimo sui conti, sono stati soprattutto i risultati delle controllate in Brasile e Argentina. Così la seduta si è chiusa, limitando i danni, a 1,039 euro (-0,1%) dopo aver oscillato a lungo in territorio positivo.
Le buone notizie sono quindi arrivate da oltreoceano dopo che Tim Brasil ha annunciato la chiusura del 2010 con un utile netto di circa 970 milioni di euro, in crescita addirittura del 176% rispetto all'anno precedente, quando si era fermato a 353 milioni. Il risultato beneficia in particolare di un miglioramento dei risultati operativi e soprattutto di un credito fiscale. Anche perché i ricavi e il margine operativo lordo sono aumentati, rispettivamente, del 6,2% e del 18,4%. Insomma molto meno dei profitti.
Nell'intero anno il fatturato è arrivato a 9 miliardi di euro, 2,4 miliardi (+12,3%) solo negli ultimi tre mesi. In aumento del 24,1%, invece, i contratti firmati con 9,9 milioni di nuove linee attivate. "I risultati - commentano gli analisti di Centrosim - sono in linea rispetto alla guidance, a conferma dell'ottimo andamento delle attività brasiliane che beneficiano di un forte recupero di competitività dopo il difficile 2009".
Segnali positivi anche da Buenos Aires, dove Telecom Argentina ha annunciato di aver registrato nel 2010 un aumento degli utili netti del 29,6%. In un comunicato, il gruppo ha anche reso noto che, nello stesso periodo, le vendite consolidate sono state pari a 14,679 miliardi di pesos (443,3 milioni di dollari), con un incremento del 20,1% rispetto al periodo precedente.
Il consiglio di amministrazione di Telecom Argentina proporrà quindi nella prossima assemblea il pagamento in contanti di utili per 915,5 milioni di pesos, pari allo 0,93% per azione.
Le buone notizie sono quindi arrivate da oltreoceano dopo che Tim Brasil ha annunciato la chiusura del 2010 con un utile netto di circa 970 milioni di euro, in crescita addirittura del 176% rispetto all'anno precedente, quando si era fermato a 353 milioni. Il risultato beneficia in particolare di un miglioramento dei risultati operativi e soprattutto di un credito fiscale. Anche perché i ricavi e il margine operativo lordo sono aumentati, rispettivamente, del 6,2% e del 18,4%. Insomma molto meno dei profitti.
Nell'intero anno il fatturato è arrivato a 9 miliardi di euro, 2,4 miliardi (+12,3%) solo negli ultimi tre mesi. In aumento del 24,1%, invece, i contratti firmati con 9,9 milioni di nuove linee attivate. "I risultati - commentano gli analisti di Centrosim - sono in linea rispetto alla guidance, a conferma dell'ottimo andamento delle attività brasiliane che beneficiano di un forte recupero di competitività dopo il difficile 2009".
Segnali positivi anche da Buenos Aires, dove Telecom Argentina ha annunciato di aver registrato nel 2010 un aumento degli utili netti del 29,6%. In un comunicato, il gruppo ha anche reso noto che, nello stesso periodo, le vendite consolidate sono state pari a 14,679 miliardi di pesos (443,3 milioni di dollari), con un incremento del 20,1% rispetto al periodo precedente.
Il consiglio di amministrazione di Telecom Argentina proporrà quindi nella prossima assemblea il pagamento in contanti di utili per 915,5 milioni di pesos, pari allo 0,93% per azione.