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INDUSTRIA

Indesit sfonda sui mercati dell'Est
malgrado i costi delle materie prime

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MILANO - Vento in poppa per Indesit. Il titolo di Fabriano ha sfiorato un rialzo del 6%, dopo aver incassato stamane un giudizio positivo da parte di Equita sim, che ha alzato la raccomandazione a buy con target price a 10,5 euro (mentre Goldman Sachs ha abbassato il prezzo obiettivo a 9,40 euro da 10,80 euro confermando il giudizio neutral).

Equita spiega nella nota di essere tornata a un'indicazione di acquisto dopo un anno circa di atteggiamento prudente in quanto le performance operative della società sono tornate ad essere "eccellenti"; particolarmente rilevante l'andamento del mercato russo che vale il 18% dei ricavi del gruppo. Al contrario Indesit è penalizzata dall'aumento dei costi delle materie prime utilizzate nella realizzazione degli elettrodomestici, ma secondo Equita le quotazioni di Borsa scontano già pienamente questi effetti negativi.

Su questo aspetto altri analisti sottolineano che la maggior parte delle compagnie minerarie non vende più in base a contratti annuali, ma fissa il prezzo delle forniture su base trimestrale; un cambiamento rispetto agli ultimi trenta anni che segna una forte discontinuità nelle consuetudini aziendali e toglie visibilità alla struttura dei costi delle materie prime per Indesit nel corso dell'anno, soprattutto in un momento come questo, con prezzi in forte tensione sui mercati internazionali.

Al contrario, i motivi di forza del gruppo sono soprattutto due: i mercati di espansione, in particolare l'Est europeo, che sta andando molto bene, e le linee di prodotto, su cui peraltro il gruppo sta investendo molto anche in termini di comunicazione. Sotto questo doppio profilo, Indesit sta marciando nella direzione giusta. Anche i conti di bilancio, comunicati un paio di settimane fa, segnano bel tempo: il fatturato è aumentato del 10%, l'ebit del 55% mentre l'indebitamento finanziario netto è migliorato, dai 290,2 milioni di fine 2009 ai 178,9 di fine 2010.