MILANO - "Non è un piano ambizioso, ma concreto. Credibile. Con possibili miglioramenti. E poi ho un sogno nel cassetto: portare a Milano un grande salone dell'auto. Che competa con Ginevra, Francoforte e Parigi". Enrico Pazzali, amministratore delegato di Fiera Milano, promette a investitori e azionisti una forte progressione dei ricavi e del margine, l'accelerazione dell'attività all'estero, il completamento della riorganizzazione del gruppo, il miglioramento della posizione finanziaria netta. Progetti contenuti nel piano industriale al 2014 su cui scommette anche la Borsa: il titolo ha guadagnato il 4,36% a 4,36 euro convinti dai "rilevanti miglioramenti dei risultati economici e finanziari" promessi da Pazzali.
Nelle stime del manager i ricavi consolidati aumenteranno da 248 milioni di euro del 2010 a 292 milioni del 2011, fino a 348 milioni nella media del triennio 2012-2014 con un incremento medio del 35%. La dinamica attesa per il fatturato riflette quella delle superfici occupate, che dal minimo quinquennale toccato nel 2010 per i due quartieri espositivi milanesi (1,5 milioni di metri quadrati netti) risalgono a 2 milioni nel 2012 (dato Italia più estero). Una progressione legata al debutto di nuove manifestazioni. In crescita anche il margine operativo lordo: lo scorso anno si è fermato a 20 milioni, nel 2011 salirà a 27 per arrivare a una media di 43 milioni tra il 2012 e il 2014. In attesa di capire cosa accadrà durante l'Expo "che avrà impatti positivi dalla fine del 2014 a tutto il 2015" e di valutare se "ci sarà spazio per acquisizioni internazionali".
"Abbiamo completato il risanamento del gruppo con un necessario riordino delle attività - spiega Pazzali -, ma adesso entriamo nella seconda fase. Quella della crescita che affrontiamo con una realtà molto diversa dal passato: più snella, dinamica ed efficiente". Il piano industriale si concentra su una serie di priorità strategiche: "Il rafforzamento del portafoglio con lo sviluppo di nuovi settori nelle manifestazioni leader (come AbitaMi in Macef e BtoBio in Tuttofood); il lancio di nuovi eventi; la crescita degli espositori esteri; l'ulteriore sviluppo dell'internazionalizzazione nei mercati emergenti Cina, India, Brasile, Russia".
Secondo il piano industriale, "Fiera Milano sarà più agile e leggera e presidierà quattro aree di attività: gestione del quartiere e organizzazione diretta di mostre; servizi integrati di logistica e allestimento; comunicazione multimediale e multicanale; congressi nazionali e internazionali". Da maggio, infatti, la controllata Fiera Milano Congressi avrà una delle strutture più moderne d'Europa frutto dell'investimento da 64 milioni da parte della Fondazione Fiera Milano: "Siamo già in trattativa per il convegno della telefonia mobile che oggi si svolge a Barcellona. La nuova struttura - ha spiegato l'ad - ci permette di pensare in grande".
L'obiettivo di Pazzali è dunque quello di garantire alla Fiera una dimensione sempre più internazionale: "Dobbiamo guadagnare nuove leadership. A cominciare dall'alimentare". Dove Milano è ancora ferma al quarto posto. Poi, forse, arriverà anche l'auto.
Nelle stime del manager i ricavi consolidati aumenteranno da 248 milioni di euro del 2010 a 292 milioni del 2011, fino a 348 milioni nella media del triennio 2012-2014 con un incremento medio del 35%. La dinamica attesa per il fatturato riflette quella delle superfici occupate, che dal minimo quinquennale toccato nel 2010 per i due quartieri espositivi milanesi (1,5 milioni di metri quadrati netti) risalgono a 2 milioni nel 2012 (dato Italia più estero). Una progressione legata al debutto di nuove manifestazioni. In crescita anche il margine operativo lordo: lo scorso anno si è fermato a 20 milioni, nel 2011 salirà a 27 per arrivare a una media di 43 milioni tra il 2012 e il 2014. In attesa di capire cosa accadrà durante l'Expo "che avrà impatti positivi dalla fine del 2014 a tutto il 2015" e di valutare se "ci sarà spazio per acquisizioni internazionali".
"Abbiamo completato il risanamento del gruppo con un necessario riordino delle attività - spiega Pazzali -, ma adesso entriamo nella seconda fase. Quella della crescita che affrontiamo con una realtà molto diversa dal passato: più snella, dinamica ed efficiente". Il piano industriale si concentra su una serie di priorità strategiche: "Il rafforzamento del portafoglio con lo sviluppo di nuovi settori nelle manifestazioni leader (come AbitaMi in Macef e BtoBio in Tuttofood); il lancio di nuovi eventi; la crescita degli espositori esteri; l'ulteriore sviluppo dell'internazionalizzazione nei mercati emergenti Cina, India, Brasile, Russia".
Secondo il piano industriale, "Fiera Milano sarà più agile e leggera e presidierà quattro aree di attività: gestione del quartiere e organizzazione diretta di mostre; servizi integrati di logistica e allestimento; comunicazione multimediale e multicanale; congressi nazionali e internazionali". Da maggio, infatti, la controllata Fiera Milano Congressi avrà una delle strutture più moderne d'Europa frutto dell'investimento da 64 milioni da parte della Fondazione Fiera Milano: "Siamo già in trattativa per il convegno della telefonia mobile che oggi si svolge a Barcellona. La nuova struttura - ha spiegato l'ad - ci permette di pensare in grande".
L'obiettivo di Pazzali è dunque quello di garantire alla Fiera una dimensione sempre più internazionale: "Dobbiamo guadagnare nuove leadership. A cominciare dall'alimentare". Dove Milano è ancora ferma al quarto posto. Poi, forse, arriverà anche l'auto.