Il caso del giorno

IL CASO DEL GIORNO

Autogrill, matrimonio con Starbucks
in dote 120 nuovi negozi negli Usa

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di VITTORIA PULEDDA


MILANO - Autogrill ha rinnovato con due anni di anticipo, fino al 2020, ed esteso il contratto in esclusiva per gestire i punti vendita Starbucks in aeroporti e autostrade Usa. L'intesa porterà all'apertura in Nord America di 120 nuovi Starbucks, gestiti in licenza da Autogrill, in aggiunta agli oltre 360 che quest'ultimo già gestisce nel mondo e che nel 2010 hanno generato ricavi complessivi per oltre 450 milioni di dollari (pari a oltre 340 milioni di euro).

I due gruppi svilupperanno insieme formati specifici, attraverso punti vendita in cui testare nuove formule e servizi dedicati ai viaggiatori. "Il rapporto tra Starbucks e Autogrill si basa su uno spirito condiviso di creatività e innovazione" ha commentato Gianmario Tondato Da Ruos, amministratore delegato di Autogrill. Che ha aggiunto: "Con la prospettiva di altri dieci anni di collaborazione in Nord America avremo la possibilità di esplorare insieme nuove opportunità di sviluppo".

   Nel presentare i risultati 2010, il gruppo aveva spiegato che l'anno passato ha registrato la crescita dei ricavi negli aeroporti "resto del mondo" (in particolare il Canada) pari all'11%; più in generale, l'anno scorso è stato contraddistinto dalla ripresa del traffico nel canale aeroportuale, che ha registrato una crescita più rapida rispetto a quello autostradale.

   Ora l'accordo con Starbucks, focalizzato sulla ristorazione per viaggiatori. Oggi il titolo ha reagito positivamente all'accordo, salendo del 3,5%, dopo aver perso altrettanto in un mese. Alla presentazione dei dati di bilancio, molto positivi, il gruppo aveva fatto professione di realismo nel prospettare i possibili risultati 2011: "Non vendiamo sogni", avevano detto, parlando di due possibili scenari, di conseguenza al difficile scenario economico internazionale e alla crescita del prezzo del petrolio (che incide soprattutto sui viaggi aerei) prevedendo ricavi consolidati compresi tra 5.800 e 5.900 milioni e un Ebitda tra 610 e 640 milioni. A botta calda il titolo aveva perso parecchio terreno, che ora ha quasi totalmente recuperato anche a Piazza Affari.