Il caso del giorno

Seat festeggia in Francia e Germania
e la Borsa dimentica i suoi debiti

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MILANO - Seat pagine Gialle vola a Piazza Affari: la società annuncia un accordo commerciale con la francese Pajes Jaunes e la controllata Telegate vince una causa da 52 milioni di euro contro Deutsche Telekom. Per un giorno il mercato ha dimenticato il fardello dei 2,7 miliardi di euro che opprimono l'azienda ed ha comprato: a fine seduta Seat ha recuperato il 24,67% a 0,095 euro.

L'amministratore delegato del gruppo, Alberto Cappellini, non ha però nascosto le difficoltà dell'azienda. I flussi di cassa di Seat garantiscono la continuità aziendale, ma nella relazione di bilancio si legge che successivamente al 31 dicembre 2011 Seat dovrà procedere a rimborsi di somme significative nell'ambito dei finanziamenti in essere, per far fronte ai quali, "le risorse del gruppo potrebbero non rivelarsi sufficienti". Come a dire che da gennaio la società potrebbe non essere più in grado di coprire gli oneri finanziari nonostante abbia un margine operativo lordo di oltre 483 milioni pari al 43,5% dei ricavi.

"Siamo tranquilli fino a giugno 2012", afferma Cappellini, che dal cda ha avuto mandato per stabilizzare la struttura finanziaria della società. A giorni verranno annunciati gli advisor: Rothschild per la parte finanziaria, Linklaters per la parte legale. La tabella di marcia però è chiara: entro l'estate la definizione del piano di ristrutturazione, a settembre il via alla parte esecutiva. Con l'obiettivo di chiudere la partita entro fine anno. E il tempo stringe.

"Non escludo nulla. Sono fiducioso", prosegue Cappellini e aggiunge: "La conversione del debito in equity è sicuramente una delle soluzioni sul tavolo, vedremo". La società ha un urgente bisogno di un miliardo di euro, servirebbe un aumento capitale da record, ma i fondi azionisti capitanati da Investitori Associati, Bc Partners, Cvc e Permira non hanno intenzione di mettere mano al portafogli. Anche perché gran parte del debito emesso è servito a coprire i costi della loro scalata. Di certo il tempo stringe e all'orizzonte non c'è alcun cavaliere bianco. Intanto, dal punto di vista industriale, la società sta progressivamente spostando il modello di ricavi dalla carta a internet: e il fatturato sulla rete cresce del 20% l'anno.