Da un lato la sconfitta in casa con il Palermo che allontana il sogno Champions League, dall'altro il lancio dell'Opa di Thomas DiBenedetto. Un cambio di proprietà atteso dai tifosi, ma non dagli azionisti. Non, almeno, al prezzo offerto dalla cordata americana: 0,6781 euro, contro una chiusura di Borsa a 1,16 euro venerdì.
Il titolo è stato quindi sospeso per gran parte della seduta per eccesso di ribasso, dopo aver segnato un calo teorico del 30,1% per l'allineamento al prezzo d'Opa. DiBenedetto AS Roma ha quindi sottoscritto un contratto per l'acquisto, da Roma 2000, del 67% circa del capitale sociale della Roma, oltre all'intero capitale sociale di ASR Real Estate e Brand Management, società rispettivamente dedicate alla gestione del centro sportivo di Trigoria e delle attività di marketing.
L'acquisto sarà portato a termine attraverso una società di nuova costituzione, partecipata per il 60% da DiBenedetto AS Roma e per il restante 40% da Unicredit. Il prezzo pattuito per l'acquisto delle tre partecipazioni è complessivamente pari a 70,3 milioni di euro, di cui 60,3 milioni relativi alle azioni del club calcistico, corrispondenti a un prezzo per azione di 0,6781 euro. La restante somma di 10 milioni di euro si riferisce per 6 milioni al capitale sociale di ASR Real Estate, che detiene attraverso un leasing il campo d'allenamento di Trigoria, e per 4 milioni di euro al capitale sociale di Brand Management, società titolare del marchio AS Roma.
Per chiudere l'operazione manca ancora il via libera delle autorità competenti, ma terminato l'acquisto la newco completerà anche un'Opa obbligatoria per altri 29 milioni di euro.
Difficile sapere se DiBenedetto riuscirà ad arrivare al 100% della società e all'eventuale delisting perché per i piccoli azionisti giallorossi potrebbe voler scommettere sui piani del neopresidente. A cominciare dal nuovo stadio che dovrebbe trasformarsi un importante fonte di reddito. Intanto l'imprenditore americano scalda i tifosi promettendo una Roma competitiva su tutti i fronti. All'insegna, però, del fair play finanziario. Che alla Borsa non dispiacerà.
Il titolo è stato quindi sospeso per gran parte della seduta per eccesso di ribasso, dopo aver segnato un calo teorico del 30,1% per l'allineamento al prezzo d'Opa. DiBenedetto AS Roma ha quindi sottoscritto un contratto per l'acquisto, da Roma 2000, del 67% circa del capitale sociale della Roma, oltre all'intero capitale sociale di ASR Real Estate e Brand Management, società rispettivamente dedicate alla gestione del centro sportivo di Trigoria e delle attività di marketing.
L'acquisto sarà portato a termine attraverso una società di nuova costituzione, partecipata per il 60% da DiBenedetto AS Roma e per il restante 40% da Unicredit. Il prezzo pattuito per l'acquisto delle tre partecipazioni è complessivamente pari a 70,3 milioni di euro, di cui 60,3 milioni relativi alle azioni del club calcistico, corrispondenti a un prezzo per azione di 0,6781 euro. La restante somma di 10 milioni di euro si riferisce per 6 milioni al capitale sociale di ASR Real Estate, che detiene attraverso un leasing il campo d'allenamento di Trigoria, e per 4 milioni di euro al capitale sociale di Brand Management, società titolare del marchio AS Roma.
Per chiudere l'operazione manca ancora il via libera delle autorità competenti, ma terminato l'acquisto la newco completerà anche un'Opa obbligatoria per altri 29 milioni di euro.
Difficile sapere se DiBenedetto riuscirà ad arrivare al 100% della società e all'eventuale delisting perché per i piccoli azionisti giallorossi potrebbe voler scommettere sui piani del neopresidente. A cominciare dal nuovo stadio che dovrebbe trasformarsi un importante fonte di reddito. Intanto l'imprenditore americano scalda i tifosi promettendo una Roma competitiva su tutti i fronti. All'insegna, però, del fair play finanziario. Che alla Borsa non dispiacerà.