Intel vola in Borsa. Va oltre le stime degli analisti, torna sopra i 21 dollari (a livelli di settembre) e trascina tutto il Nasdaq in territorio positivo. Ma il boom del più grande produttore mondiale di microchip per computer si abbatte anche a Piazza Affari con la corsa di Smt (+4,55%).
Il colosso americano ha annunciato ieri notte, a mercati chiusi, utili e ricavi record per il primo trimestre dell'anno: le vendite sono cresciute del 25% a 12,9 miliardi di dollari, i profitti sono aumentati del 34% a 3,3 miliardi.
"Sono risultati fantastici" ha commentato l'ad del gruppo Paul Otellini che ha aggiunto: "Combinati con le previsioni per il secondo trimestre, ci mettono nella posizione di chiudere l'anno con una crescita superiore al 20%".
Decisamente più caute le stime degli analisti che prevedevano un utile di 46 centesimi per azione (contro i 59 realizzati) su un giro d'affari di 11,6 miliardi di dollari. Otellini ha poi sottolineato che tra aprile e giugno Intel punta a un giro d'affari di 12,8 miliardi di dollari.
Ma il risultato ha stupito tutto il mercato perché proprio Intel aveva annunciato un calo di vendite per pc: un mercato che secondo alcuni sarebbe destinato ad esaurirsi con l'avvento dei tablet. Adesso, sono gli stessi manager a spiegare che il comparto "crescerà a due cifre".
Un concetto ribadito anche dal numero uno di Intel Italia Dario Bucci secondo cui i tablet non sostituiranno i personal computer. Anzi "sono un'opportunità da cogliere". Soprattutto se non si vogliono perdere quote di mercato nei Paesi maturi, dall'Europa agli Stati Uniti: "Fra i consumatori - aggiunge Bucci - c'è confusione anche per la tempesta mediatica sui tablet che sono un mercato addizionale a quello dei personal computer ma non lo sostituiscono. Uno non ucciderà l'altro".
In Italia in particolare la domanda è arrivata dal fronte aziendale soprattutto in relazione ai servizi di cloud computing.
Le buone notizie di Intel hanno comunque dato fiducia ai grandi produttori di pc, da Dell a Ibm fino a Hewlett Packard: tutti ben comprati per l'intera seduta.
Il colosso americano ha annunciato ieri notte, a mercati chiusi, utili e ricavi record per il primo trimestre dell'anno: le vendite sono cresciute del 25% a 12,9 miliardi di dollari, i profitti sono aumentati del 34% a 3,3 miliardi.
"Sono risultati fantastici" ha commentato l'ad del gruppo Paul Otellini che ha aggiunto: "Combinati con le previsioni per il secondo trimestre, ci mettono nella posizione di chiudere l'anno con una crescita superiore al 20%".
Decisamente più caute le stime degli analisti che prevedevano un utile di 46 centesimi per azione (contro i 59 realizzati) su un giro d'affari di 11,6 miliardi di dollari. Otellini ha poi sottolineato che tra aprile e giugno Intel punta a un giro d'affari di 12,8 miliardi di dollari.
Ma il risultato ha stupito tutto il mercato perché proprio Intel aveva annunciato un calo di vendite per pc: un mercato che secondo alcuni sarebbe destinato ad esaurirsi con l'avvento dei tablet. Adesso, sono gli stessi manager a spiegare che il comparto "crescerà a due cifre".
Un concetto ribadito anche dal numero uno di Intel Italia Dario Bucci secondo cui i tablet non sostituiranno i personal computer. Anzi "sono un'opportunità da cogliere". Soprattutto se non si vogliono perdere quote di mercato nei Paesi maturi, dall'Europa agli Stati Uniti: "Fra i consumatori - aggiunge Bucci - c'è confusione anche per la tempesta mediatica sui tablet che sono un mercato addizionale a quello dei personal computer ma non lo sostituiscono. Uno non ucciderà l'altro".
In Italia in particolare la domanda è arrivata dal fronte aziendale soprattutto in relazione ai servizi di cloud computing.
Le buone notizie di Intel hanno comunque dato fiducia ai grandi produttori di pc, da Dell a Ibm fino a Hewlett Packard: tutti ben comprati per l'intera seduta.