MAGLIA NERA nera all'interno del paniere dei titoli a maggior capitalizzazione, le azioni di Finmeccanica hanno reagito con un calo del 2,13% ai risultati comunicati con la prima trimestrale del 2011. I risultati del periodo vedono l'utile netto crollare a 7 milioni, il 92% in meno rispetto ai 91 milioni di un anno fa. Tuttavia il gruppo ha spiegato in una nota che il risultato è legato alla contabilizzazione, ricompresa negli oneri finanziari, di contratti di copertura valutati al fair value. Però il dato non è da considerarsi come pro quota annuale; insomma, il crollo dell'utile netto non va proiettato sui risultati dell'intero anno; anzi, la società ha confermato per il 2011 le previsioni di budget rese note a suo tempo.
Per quanto riguarda il trimestre, sono risultati in calo anche i ricavi, che si riducono del 5% a 3,855 miliardi e l'Ebitda adjusted (rettificato) sceso del 14%, a 215 milioni. In rialzo del 2% invece gli ordini, saliti a 3,816 miliardi.
Il gruppo - attivo sia nel civile sia nel militare, nei settori dell'energia, dell'aeronautica e dei trasporti - aveva previsto un rallentamento della crescita nella prima parte del 2011 e anzi ritiene i risultati raggiunti nel primo trimestre superiori alle previsioni fatte in precedenza. Per questa ragione, vengono confermate le stime di ricavi compresi tra i 18,3 e i 19 miliardi di euro e un Ebitda adjusted compreso tra 1,53 e 1,6 miliardi. Il gruppo stima che nell'intero anno ci sarà un avanzo di cassa compreso tra i 400 e i 500 milioni di euro, dopo aver fatto fronte agli investimenti per lo sviluppo dei prodotti che, come nel 2010, si concentreranno in particolare nei settori degli elicotteri, dell'aeronautica e dell'elettronica per la difesa e sicurezza.
Per fronteggiare il rallentamento della congiuntura, le crisi finanziarie e quelle geo-politiche nel Medio Oriente, Finmeccanica ha reso noto di aver individuato processi di integrazione (principalmente nei settori aeronautica ed elettronica per la difesa e sicurezza) e azioni di razionalizzazione dei siti produttivi, di riorganizzazione dell'organico e di contenimento dei costi generali ed amministrativi, insieme alla rivisitazione del portafoglio prodotti.
Per quanto riguarda il trimestre, sono risultati in calo anche i ricavi, che si riducono del 5% a 3,855 miliardi e l'Ebitda adjusted (rettificato) sceso del 14%, a 215 milioni. In rialzo del 2% invece gli ordini, saliti a 3,816 miliardi.
Il gruppo - attivo sia nel civile sia nel militare, nei settori dell'energia, dell'aeronautica e dei trasporti - aveva previsto un rallentamento della crescita nella prima parte del 2011 e anzi ritiene i risultati raggiunti nel primo trimestre superiori alle previsioni fatte in precedenza. Per questa ragione, vengono confermate le stime di ricavi compresi tra i 18,3 e i 19 miliardi di euro e un Ebitda adjusted compreso tra 1,53 e 1,6 miliardi. Il gruppo stima che nell'intero anno ci sarà un avanzo di cassa compreso tra i 400 e i 500 milioni di euro, dopo aver fatto fronte agli investimenti per lo sviluppo dei prodotti che, come nel 2010, si concentreranno in particolare nei settori degli elicotteri, dell'aeronautica e dell'elettronica per la difesa e sicurezza.
Per fronteggiare il rallentamento della congiuntura, le crisi finanziarie e quelle geo-politiche nel Medio Oriente, Finmeccanica ha reso noto di aver individuato processi di integrazione (principalmente nei settori aeronautica ed elettronica per la difesa e sicurezza) e azioni di razionalizzazione dei siti produttivi, di riorganizzazione dell'organico e di contenimento dei costi generali ed amministrativi, insieme alla rivisitazione del portafoglio prodotti.