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La pubblicità non salva TiMedia
titolo in calo per la chiusura di Dahlia Tv

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MILANO - La raccolta pubblicitaria batte le stime degli analisti e compensa, almeno parzialmente, la chiusura di Dahlia che ha liberato parte della banda di Telecom Italia Media, ma che ha causato un calo di ricavi dell'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Per La7 i ricavi sono aumentati di 6 milioni a 33,4 milioni, spiega Gianni Stella, vice presidente e ad di Telecom Italia Media: "Anche senza Dahlia -aggiunge - chiuderemmo il 2011 in linea con il passato e forse meglio". E per ridurre il debito, dopo l'aumento di capitale dello scorso anno, sul piatto c'è anche la cessione del 51% di Mtv a Viacom "se l'offerta sarà congrua, altrimenti potremmo rilevare noi la loro quota".

Al mercato però non sono bastate le dichiarazioni del manager e tanto meno l'upgrade di Mediobanca che ha cambiato giudizio sulla società da "underperform" a "neutral" portanto il target price a 0,23 euro: il titolo ha ceduto il 3,21% …
MILANO - La raccolta pubblicitaria batte le stime degli analisti e compensa, almeno parzialmente, la chiusura di Dahlia che ha liberato parte della banda di Telecom Italia Media, ma che ha causato un calo di ricavi dell'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Per La7 i ricavi sono aumentati di 6 milioni a 33,4 milioni, spiega Gianni Stella, vice presidente e ad di Telecom Italia Media: "Anche senza Dahlia -aggiunge - chiuderemmo il 2011 in linea con il passato e forse meglio". E per ridurre il debito, dopo l'aumento di capitale dello scorso anno, sul piatto c'è anche la cessione del 51% di Mtv a Viacom "se l'offerta sarà congrua, altrimenti potremmo rilevare noi la loro quota".

Al mercato però non sono bastate le dichiarazioni del manager e tanto meno l'upgrade di Mediobanca che ha cambiato giudizio sulla società da "underperform" a "neutral" portanto il target price a 0,23 euro: il titolo ha ceduto il 3,21% a 0,19 euro. Colpa, secondo gli analisti, di un inaspettato aumento dell'esposizione debitoria.

A fine marzo, quindi, Ti Media ha registrato un aumento di 6,1 milioni di euro rispetto al minimo garantito dal contratto con Cairo per i ricavi pubblicitari de La7. "In aprile i 6 milioni sono arrivati a circa 10 milioni: aspettiamo gli ultimi dati, ma possiamo confermare che questo trend prosegue", spiega Stella.

L'ad annuncia anche un'altra novità: entro l'estate sarà annunciata la cessione in affitto di altri 6 megabyte della banda tv liberata da Dahlia. Un'operazione "non a prezzi di saldo", tra gli 1,3 e gli 1,5 milioni di euro per mega, l'anno. "Non possiamo dire chi saranno i contraenti perché si tratta di due multinazionali che stanno concludendo le loro procedure interne, ma la questione è definita", garantisce l'ad di Ti Media.

I ricavi consolidati del gruppo nel primo trimestre sono stati di 52,3 milioni di euro, con una diminuzione dell'8,1% (56,9 milioni di euro nel primo trimestre 2010) "dovuta alla riduzione dei ricavi dell'operatore di rete, a causa della cessazione delle attività di Dahlia TV e, in misura minore, alla flessione dei ricavi di Mtv" afferma la società. Il margine operativo lordo del gruppo è positivo per 1,9 milioni di euro, in aumento rispetto agli 1,7 milioni dei primi tre mesi del 2010, mentre l'indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2011 è pari a 146,1 milioni di euro a fronte dei 115,5 milioni di euro al 31 dicembre 2010: "A fine anno  -  sottolinea Stella  -  non supererà i 180 milioni per investimenti legati all'infrastruttura digitale".

Per il primo semestre 2011 Telecom Italia Media si attende quindi "una flessione dei ricavi e della redditività operativa rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente" a causa degli effetti della mancanza di ricavi di Dahlia; nella seconda parte dell'esercizio si prevede però un "recupero" che consentirà di chiudere l'anno con una redditività "sugli stessi livelli del 2010".

Due stoccate, poi, il manager le ha tenute in serbo per Auditel e Mediaset. La prima perché "sottostima l'audience di La7 che non rispecchia la raccolta pubblicitaria"; la seconda perché sta concludendo l'acquisto delle torri Dmt, principale fornitore di Ti Media. "Se ci saranno conseguenze in termini di prezzi o di copertura territoriale valuteremo un ricorso all'Antitrust", conclude Stella.