MILANO - Linkedin infiamma Wall Street. A placare gli animi degli investitori non è bastata la decisione della società di collocare il titolo al prezzo massimo della forchetta, 45 dollari per azione, perché in apertura il prezzo è schizzato fino a quota 92,99 dollari guadagnando in pochi minuti oltre il 100%.
Ma oggi è stato anche il giorno del debutto del colosso svizzero Glencore che in sede di collocamento ha raccolto 10 miliardi di dollari, per una valorizzazione complessiva di 60 miliardi per la società che tratta le materie prime. Se gli svizzeri hanno guadagnato circa il 3%, quella del social network dei professionisti è stata una partenza con il botto che ha portato la propria capitalizzazione da 4,25 a 8,5 miliardi di dollari, avvicinando, seppur di poco, i 50 miliardi stimati per Facebook. E distante anni luce da quella valutazione di 2,32 dollari a metà del 2009. "Continueremo a investire, stiamo crescendo al passo più rapido della nostra storia", ha detto l'amministratore delegato del gruppo, Jeff Weiner.
Al debutto in Borsa Linkedin ha raccolto 325 milioni di dollari vendendo 7,84 milioni di azioni (nelle prime due ore di quotazione sono passati di mani già 12 milioni di pezzi).
Dopo aver chiuso in perdita i bilanci fino al 2009, il gruppo è arrivato in utile lo scorso anno con profitti per 15,4 milioni a fronte di 243 milioni di ricavi. Entrate in gran parte legate alla vendita di software per il marketing, la gestione delle risorse umane, la pubblicità online e le sottoscrizioni premium: quelle che permettono di costruire al meglio il proprio curriculum veicolandolo ad aziende e cacciatori di teste.
"Lasciamo le valutazioni ai mercati, non si può leggere troppo nei numeri dei primi minuti di scambi", dice Weiner che preferisce non commentare il debutto in Borsa, ma aggiunge: "Il nostro obiettivo, d'ora in avanti, sarà lavorare sui fondamentali della società, meglio faremo in questo senso, meglio sarà per la società. Vogliamo investire nelle tecnologie di base".
E l'Ipo di Linkedin potrebbe fare da apripista ad altri social network, come Twitter e Facebook in rampa di lancio per il 2012: "Piattaforme di questo genere sono chiaramente qui per restare, continueranno a crescere e ad avere maggiore rilevanza", ha concluso Weiner.
Ma oggi è stato anche il giorno del debutto del colosso svizzero Glencore che in sede di collocamento ha raccolto 10 miliardi di dollari, per una valorizzazione complessiva di 60 miliardi per la società che tratta le materie prime. Se gli svizzeri hanno guadagnato circa il 3%, quella del social network dei professionisti è stata una partenza con il botto che ha portato la propria capitalizzazione da 4,25 a 8,5 miliardi di dollari, avvicinando, seppur di poco, i 50 miliardi stimati per Facebook. E distante anni luce da quella valutazione di 2,32 dollari a metà del 2009. "Continueremo a investire, stiamo crescendo al passo più rapido della nostra storia", ha detto l'amministratore delegato del gruppo, Jeff Weiner.
Al debutto in Borsa Linkedin ha raccolto 325 milioni di dollari vendendo 7,84 milioni di azioni (nelle prime due ore di quotazione sono passati di mani già 12 milioni di pezzi).
Dopo aver chiuso in perdita i bilanci fino al 2009, il gruppo è arrivato in utile lo scorso anno con profitti per 15,4 milioni a fronte di 243 milioni di ricavi. Entrate in gran parte legate alla vendita di software per il marketing, la gestione delle risorse umane, la pubblicità online e le sottoscrizioni premium: quelle che permettono di costruire al meglio il proprio curriculum veicolandolo ad aziende e cacciatori di teste.
"Lasciamo le valutazioni ai mercati, non si può leggere troppo nei numeri dei primi minuti di scambi", dice Weiner che preferisce non commentare il debutto in Borsa, ma aggiunge: "Il nostro obiettivo, d'ora in avanti, sarà lavorare sui fondamentali della società, meglio faremo in questo senso, meglio sarà per la società. Vogliamo investire nelle tecnologie di base".
E l'Ipo di Linkedin potrebbe fare da apripista ad altri social network, come Twitter e Facebook in rampa di lancio per il 2012: "Piattaforme di questo genere sono chiaramente qui per restare, continueranno a crescere e ad avere maggiore rilevanza", ha concluso Weiner.