Il caso del giorno

Edf vuole rafforzarsi in Italia
e i titoli Edison volano in Borsa

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E' bastato che il numero uno di Edf, Henri Proglio, confermasse la sua volontà di rafforzarsi in Italia per risvegliare i titoli Edison in Borsa. Le azioni del secondo operatore nel settore elettrico e nel gas hanno guadagnato il 5,13 al termine di une seduta in cui gli scambi sono stati nettamente superiori alla media.

Per capire quanto accaduto, bisogna ricordare due cose. La prima: il colosso francese Edf (numero uno al mondo nella produzione di energia) è socio di controllo di Edison assieme a una cordata di utility italiane guidate da A2a. In realtà ha più azioni (circa il 50% contro il 38% degli italiani), ma la governance al momento è paritaria. La seconda: il ministro Giulio Tremonti ha bloccato solo un mese fa l'accordo che avrebbe portato Edison sotto il controllo esclusivo di Edf, in cambio di un pacchetto di centrali idroelettriche e una opzione per la vendita della quota in mano alle utility locali fra tre anni.

Se queste sono le premesse, cosa ha detto ieri il numero uno di Edf per scatenare l'ondata di vendite sul titolo? In un'intervista al quotidiano Le Monde, il manager di stato ha dichiarato di voler "rafforzarsi in Edison. Si dovrebbe poter convincere il governo e i soci industriali italiani. Edf è un operatore industriale: io non correrei il rischio di rilevare una partecipazione per essere socio di minoranza o in cogestione in attività che costituiscono il nostro core business". E all'agenzia Ansa ha poi rincarato: "In Edison vogliamo rafforzarci perché può fare molto di più, è un bella piattaforma di sviluppo. Non vedo perché dovremmo essere criticabili per questo non c'è alcuna aggressività non è un'aggressione".

In buona sostanza, Proglio ha confermato l'intenzione di sottoscrivere gli accordi con i soci italiani. E quindi di arrivare a prendere il controllo di Edison, a dodici anni dall'ingresso nel capitale della società da parte di Edf. Del resto, italiani e francesi hanno rinviato la firma solo per alcuni mesi e si sono ripromessi di farlo entro la fine di settembre. Sempre che il ministro Tremonti e il governo non si inventino nuovi impedimenti che, al momento, non sono all'orizzonte.