MILANO - Un altro giorno con il segno pesantemente negativo per Lottomatica. Oggi in Borsa la società di giochi ha chiuso con un calo del 3,59%, peggior titolo tra quelli a larga capitalizzazione. Non è la prima volta che il gruppo perde posizioni: dall'11 maggio in poi sta decisamente stornando e in un paio di settimane è passato da 15,40 euro ai 13,75 di oggi.
Occorre anche dire che rispetto al 28 febbraio scorso Lottomatica è ancora in crescita di un terzo del suo valore, anzi un pochino di più (il 34,15%) e che fino all'11 maggio scorso il rialzo era pari al 50%. Insomma, una pausa e un po' di correzione dopo il deciso rally è più che ragionevole, anche se tra gli ultimi report degli analisti qualche segnale negativo pure si vede: ad esempio AlphaValue ha un consiglio di "reduce" mentre Citi ha un "sell" (accompagnato però da un prezzo obiettivo di 13 euro per azione).
Nel mondo dei giochi, l'unica novità di rilievo è il pronunciamento del Consiglio di Stato sui canoni di concessione richiesti dagli operatori di gioco. La vicenda, che in realtà riguarda principalmente Sisal e il Superenalotto, prende le mosse dal decreto incentivi, approvato dal Parlamento nel maggio scorso, e che vietava per l'appunto la riscossione dei canoni che le società di giochi chiedevano a tabaccherie, ricevitorie e agenzie di scommesse.
Si tratta - secondo le stime di Agipronews - di canoni complessivi per circa 100 milioni di euro l'anno. Ora il parere consultivo del Consiglio di Stato, inviato al ministero dell'Economia: una sentenza che in qualche misura rimette in discussione il divieto assoluto e rimanda la palla proprio nel campo del regolatore (ministero e Monopoli). I giudici infatti hanno stabilito che i canoni possono essere riscossi, ma solo nel caso in cui siano stati previsti negli atti di gara e adeguatamente regolati nei rapporti che si creano con i concessionari.
"Alla luce di quanto emesso dal Consiglio di Stato, è necessario che i Monopoli di Stato prendano una decisione precisa sulla questione", ha dichiarato con soddisfazione Giovanni Baglivo, presidente del Sindacato totoricevitori sportivi (Sts) all'Agicos, ma anche i ricorrenti, Sisal e la Confindustria area giochi, hanno espresso soddisfazione per il "pareggio positivo": la palla, a questo punto, è nel campo dei Monopoli.
Occorre anche dire che rispetto al 28 febbraio scorso Lottomatica è ancora in crescita di un terzo del suo valore, anzi un pochino di più (il 34,15%) e che fino all'11 maggio scorso il rialzo era pari al 50%. Insomma, una pausa e un po' di correzione dopo il deciso rally è più che ragionevole, anche se tra gli ultimi report degli analisti qualche segnale negativo pure si vede: ad esempio AlphaValue ha un consiglio di "reduce" mentre Citi ha un "sell" (accompagnato però da un prezzo obiettivo di 13 euro per azione).
Nel mondo dei giochi, l'unica novità di rilievo è il pronunciamento del Consiglio di Stato sui canoni di concessione richiesti dagli operatori di gioco. La vicenda, che in realtà riguarda principalmente Sisal e il Superenalotto, prende le mosse dal decreto incentivi, approvato dal Parlamento nel maggio scorso, e che vietava per l'appunto la riscossione dei canoni che le società di giochi chiedevano a tabaccherie, ricevitorie e agenzie di scommesse.
Si tratta - secondo le stime di Agipronews - di canoni complessivi per circa 100 milioni di euro l'anno. Ora il parere consultivo del Consiglio di Stato, inviato al ministero dell'Economia: una sentenza che in qualche misura rimette in discussione il divieto assoluto e rimanda la palla proprio nel campo del regolatore (ministero e Monopoli). I giudici infatti hanno stabilito che i canoni possono essere riscossi, ma solo nel caso in cui siano stati previsti negli atti di gara e adeguatamente regolati nei rapporti che si creano con i concessionari.
"Alla luce di quanto emesso dal Consiglio di Stato, è necessario che i Monopoli di Stato prendano una decisione precisa sulla questione", ha dichiarato con soddisfazione Giovanni Baglivo, presidente del Sindacato totoricevitori sportivi (Sts) all'Agicos, ma anche i ricorrenti, Sisal e la Confindustria area giochi, hanno espresso soddisfazione per il "pareggio positivo": la palla, a questo punto, è nel campo dei Monopoli.