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MODA

Moncler sfida Prada
nella corsa alla Borsa

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MILANO - Il conto alla rovescia è ormai partito: oggi Moncler ha incassato l'ok della Borsa italiana alla quotazione, in settimana è atteso il disco verde della Consob alla pubblicazione del prospetto (magari dopodomani, ma non è detto); poi si parte con il road show vero e proprio. Le scommesse di chi è vicino al dossier parlano di un avvio degli incontri con gli investitori, in Europa e negli Stati Uniti, a partire da lunedì 6 giugno, sempre che ovviamente vengano rispettati i tempi del disco verde della Consob. Secondo questo schema, nel fine settimana del 18-19 giugno verrà fissato il prezzo di collocamento e poi, probabilmente intorno al 23-24 giugno, potrebbero prendere il via le contrattazioni.

Così, quasi in contemporanea ma su due mercati lontanissimi - Piazza Affari e Hong Kong - si quoteranno due società della moda, del made in Italy. Diversissime le dimensioni - Prada ha un fatturato pari a 2,046 miliardi di euro e una struttura di controllo familiare, Moncler ha un giro d'affari molto più ridotto, a 428,7 milioni di euro e il controllo della società, con il 48%, è in mano al fondo di private equity - e diverso è anche il posizionamento: il lusso alto di gamma Prada, l'abbigliamento smart casual e sport chic Moncler (sebbene la società voglia puntare anche sugli altri marchi, Henry Cotton's e Marina yatching, ad esempio).

Moncler, reduce dal fallimento del gruppo Finpart, nel 2003 era stata poi rilevata come marchio dallo stilista Remo Ruffini, affiancato nel 2005 da Mittel e Guido De Vivo. Poi, nel 2008, l'ingresso del fondo Carlyle e il programma di espansione. I dati del gruppo relativi al bilancio 2010 mostrano un fatturato in rialzo del 14,8% rispetto all'anno prima, un Ebitda a quota 102,1 milioni (grosso modo pari al 24% delle vendite) e un utile netto pari a 52,2 milioni. Sul mercato dovrebbe arrivare oltre il 50% della società, di cui una parte (di gran lunga minoritaria) di aumento di capitale. Ad accompagnare la società al listino saranno Banca Imi, Bofa Merrill Lynch e Morgan Stanley International come global coordinators; Banca Imi sarà anche responsabile del collocamento e sponsor.