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MERCATI

Borse, sì di Francoforte
alla fusione con Wall Street

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MILANO - Via libera alla super Borsa mondiale. L'80% degli azionisti di Deutsche Boerse si è espresso favorevolmente all'operazione che punta a dare vita a un gigante della gestione delle Borse: la fusione della piattaforma transatlantica Nyse Euronext con il gruppo tedesco di Francoforte: un gruppo da 25 miliardi di dollari di capitalizzazione, con sinergie per oltre 300 milioni l'anno e due sedi, a New York e a Francoforte, controllato da una nuova holding olandese. E così il voto tedesco ha spazzato via gli ultimi dubbi legati al raggiungimento della soglia necessaria, posta inizialmente al 75%.

La settimana scorsa il semaforo verde era arrivato da New York. A spingere gli azionisti in questa direzione c'è anche la promessa della newco di un maxi dividendo straordinario da 620 milioni di dollari, una volta che il matrimonio sarà stato celebrato. Una promessa necessaria per convincere gli americani a rinunciare al controllo di Wall Street: il 60% della nuova Borsa, infatti, farà capo agli azionisti tedeschi.

Sul buon esito dell'operazione pende però anche il giudizio dell'Antitrust europeo. I tecnici del commissario per la concorrenza, Joaquin Almunia, hanno iniziato a studiare il dossier a giugno. A breve presenteranno la loro relazione, ma è probabile che il prossimo 4 agosto Almunia chieda un supplemento d'indagine. Il nuovo soggetto riunirà, infatti, sotto lo stesso cappello il New York Stock Exchange, i mercati di Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Lisbona e adesso anche Francoforte. Una concentrazione che preoccupa il garante per la concorrenza, perché il gigante si troverà in condizione di monopolio in diversi settori. A cominciare dal mercato dei derivati, dove controllerà il 90% degli scambi.

Con queste premesse, un'indagine approfondita degli uffici di Almunia per i vertici delle due Borse pare scontata, ma gli stessi manager scommettono che il via liberà arriverà entro fine anno. Ma se in Germania ostentano sicurezza, dall'altra parte dell'Atlantico c'è maggior prudenza. Fu proprio l'Antitrust, in primavera, a bloccare la fusione tra il Nyse e il Nasdaq, messa in piedi per rispondere all'offerta tedesca approvata ieri dagli azionisti di Deutsche Boerse.