Il caso del giorno

IL CASO DEL GIORNO

Ritorno in Borsa per i Red Devils
Ma ora il Manchester si quota in Asia

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Ritorno al futuro. Il Manchester United, fresco vincitore della Supercoppa d'Inghilterra, pensa al debutto in Borsa. Meglio, al ritorno. Anche se, questa volta, in terra d'Asia, con ogni probabilità a Singapore. Il Manchester United, allenato da Sir Alex Ferguson e controllato dai Glazer, la famiglia americana proprietaria anche dei Tampa Bay, potrebbe quindi essere la prima società calcistica quotata in Asia. Insomma ai Red Devils l'idea di essere sempre i precursori proprio non dispiace. Così come era successo nel 1990 con lo sbarco sul listino di Londra. Un matrimonio durato 15 anni fino all'Opa lanciata - con conseguente delisting -  da Glazer attraverso il veicolo Red Football Ltd. A spingere il ritiro dalle quotazioni avevano contribuito anche gli assalti di tanti potenziali azionisti, come Rupert Murdoch che provò - senza successo - la scalata nel 1998.

Adesso il ritorno in Borsa, un'operazione da circa un miliardo di dollari secondo il Wall Street Journal, servirebbe soprattutto a tagliare l'indebitamento della società e della controllante. Per rispettare i nuovi parametri imposti dal "fair play" finanziario che dal 2012 impone la chiusura in pareggio dei bilanci per poter ottenere la licenza necessaria a disputare le coppe europee.

Di certo per il Manchester United l'Asia rappresenta una gallina dalle uova d'oro. Soprattutto in termini di merchandising. E la presenza nel continente è in continua crescita. A luglio la squadra ha completato una turneé di 14 giorni tra Hong Kong, Cina, Indonesia, Thailandia, Malesia e proprio Singapore dove ha chiuso la propria kermesse il 7 luglio. Ad accompagnare il viaggio un'operazione di co-marketing portata avanti con Singha, la birra locale già sponsor dei Red Devils, che prodotto una serie straordinaria di bottiglie e lattine raffiguranti i giocatori.

Insomma la società continua a preparare il terreno consapevole che i futuri ricavi sempre più dipenderanno dall'acquisto di merchandising e dalla cessione di diritti televisivi internazionali. A fine 2010 il bilancio del club ammontava a 337 milioni di euro equamente (o quasi) ripartiti tra diritti tv, incassi da botteghino e vendita di materiali. Numeri che fino a sei anni fa facevano anche la gioia dei piccoli azionisti.