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Exxon e Rosneft, la grande alleanza
per cercare il petrolio al Polo Nord

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MILANO - Exxon e Rosneft conquistano la pole position (provvisoria) nella corsa all'oro nero dell'Artico. La società americana e quella russa hanno costituito ieri una joint venture che punterà 3,2 miliardi di dollari per cercare nuovi giacimenti di petrolio sotto le calotte di ghiaccio del Polo Nord.

Si tratta solo di un primo passo. L'inedita alleanza - benedetta ieri a Sochi in prima persona da Vladimir Putin - ha obiettivi ben più ambiziosi: gli investimenti comuni nell'area, una delle più promettenti nel settore, potrebbero salire nel medio termine fino a 200 miliardi, rafforzando l'asse tra i due neo-partner. Exxon apporterà all'intesa il suo know-how tecnologico per la trivellazione marina a grandi profondità, mentre Rosneft conferirà le sue preziose concessioni nell'artico russo.

L'accordo siglato ieri rivoluziona la geopolitica delle alleanze internazionali nel mondo del greggio. Rosneft è stata corteggiata a lungo da molte delle Sette sorelle per motivi molto semplici: le tensioni in Medio oriente ed Africa del nord hanno reso meno affidabili quei mercati. Il riavvio dei pozzi iracheni richiederà ancora molto tempo. La tragedia ecologica della Deep Horizon ha reso invece più costose le trivellazioni negli Usa. E l'Artico, alla fine, è diventato la nuova frontiera per la ricerca di petrolio.

La prima a cercare l'intesa con i russi è stata la British petroleum. Poi ci ha provato Chevron. Alla fine però l'ha spuntata la Exxon. Rosneft, oltre alle tecnologie, avrà anche accesso a una serie di progetti già avviati dal nuovo partner Usa sia in Texas che nel Golfo del Messico.