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Ubi Banca maglia nera
dopo la bocciatura di Moody's

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Una tegola targata Moody's si abbatte su Ubi Banca. La società di rating americana ha rivisto al ribasso il proprio giudizio a lungo termine su Ubi Banca, cambiandolo da A1 ad A2. Rimane invece invariato quello a breve termine (Prime-1). Per Moody's il nuovo giudizio riflette "principalmente la capacità molto debole di Ubi di generare capitale internamente". La mossa era evidentemente attesa in quanto la stessa banca ha rilevato che "tale azione riflette un adeguamento del giudizio assegnato da Moody's ad Ubi banca più coerente con l'evoluzione del fragile contesto finanziario e con la difficoltà che, nel breve termine, la redditività aziendale, che pure sembra aver toccato il minimo, possa incrementarsi significativamente".

Ma il giudizio del mercato è stato impietoso. In una giornata di crolli generalizzati Ubi Banca è il titolo che ha vestito la maglia nera, con una perdita finale del 6,48%. E così sono tornate a farsi sentire le voci critiche che negli ultimi mesi avevano circondato la banca, a partire dal parlamentare Pdl Giorgio Jannone che è anche Presidente del Sindacato degli Azionisti di Ubi Banca e Presidente della Commissione Bicamerale di Controllo sugli enti pensionistici. "Siamo certi che la allarmante decisione di Moody's di ridurre il rating di Ubi Banca da A1 a A2, aggravata dal severo giudizio della Borsa, che registra ancora una volta il crollo del titolo, anche oggi maglia nera di Piazza Affari, non potrà che indurre gli attuali amministratori ad una seria e non rinviabile analisi del proprio operato". "La nostra maggioranza assembleare - aggiunge Jannone - richiede decise svolte che non possono essere attese nemmeno un giorno di più. Esprimiamo viva preoccupazione per la disastrosa quotazione del titolo e per le motivazioni del declassamento di Moody's". "Gli azionisti, gli investitori, i dipendenti, tutti i nostri associati e persino i correntisti - conclude - hanno tutto il diritto di intravedere quanto prima una svolta che cambi la rotta di quella che è stata per ben oltre un secolo una delle banche più solide d'Italia e che oggi appare afflitta da molti elementi di debolezza".