Primo Maggio, la frontiera dei diritti
Maurizio MolinariAll'angolo fra Washington Place e Greene Street, nel Greenwich Village di Manhattan, sorge il Brown Building ovvero il luogo-simbolo della sovrapposizione fra diritti dei lavoratori e delle donne. È qui che l'incendio della Triangle Shirtwaist Factory il 25 marzo 1911 causò la morte di 146 operaie del tessile. Avevano tutte fra i 14 e 23 anni, immigrate italiane ed ebree, morirono nella maniera più orribile perché scale e porte - fra l'ottavo e il decimo piano - erano state bloccate per impedire ai dipendenti di uscire durante l'orario di lavoro. Quelle vittime della brutalità della rivoluzione industriale scossero l'America, innescando un domino di consapevolezza che avrebbe portato a costruire nelle democrazie, nell'arco di una generazione, le protezioni sociali che oggi, pur nella loro imperfezione, definiscono lo Stato di Diritto.
Ma la rivoluzione industriale è oramai al tramonto, sostituita dalle tecnologie emergenti che devono il proprio sviluppo all'intelligenza artificiale - e non più all'elettricità - innescando il bisogno di adeguare la giustizia sociale a nuove tipologie di occupazioni. È questo delicato processo di trasformazione che fa emergere le diseguaglianze socio-economiche esaltate dall'impatto del virus di Wuhan. Ponendoci di fronte a nuovi pericoli.
Le notizie che pubblichiamo nelle pagine del giornale descrivono in maniera limpida quanto sta avvenendo. È per l'impatto del Covid 19 che aumentano le diseguaglianze nel lavoro e di genere. L'Italia è costellata di una moltitudine di individui che hanno perso il lavoro a causa della pandemia, rivendicano un diritto garantito dalla Costituzione repubblicana e temono di non poterlo esercitare fino al punto da rischiare un degrado, economico e personale, capace di travolgere le loro vite.
Le storie di italiani, per nascita o scelta, che raccontiamo descrivono la paura di precipitare nell'impoverimento ovvero nella profondità della ferita nel mondo del lavoro che il virus ha provocato. E che accomuna il nostro Paese ad altre democrazie in Europa e Nordamerica, a cominciare dagli Stati Uniti dove i disoccupati hanno raggiunto in sei settimane la quota record di 30 milioni.
Ma non è tutto perché l'inchiesta del Pew Research Center di Washington documenta la tendenza globale all'indebolimento della parità di genere con l'Italia che si distingue negativamente. Un rapporto Onu indica nella pandemia l'origine di un aumento delle diseguaglianze di genere per una molteplicità di cause, dal fatto che il 70 per cento dei dipendenti globali nella Sanità sono donne - subendo dunque più conseguenze negative - alla constatazione che in molti Stati Usa la maggioranza di richieste di disoccupazione viene da donne. Per non parlare del fatto che dall'inizio della pandemia la violenza contro le donne, a livello planetario, è aumentata del 25 per cento.
Da qui ciò che distingue l'odierno Primo Maggio: la pandemia lo ha trasformato nella cartina tornasole dell'indebolimento dei diritti di lavoratori e donne. Ribadendo la necessità per le democrazie di reagire difendendoli con la stessa determinazione con cui Rose Freedman sopravvisse all'inferno della Triangle Shirtwaist Factory battendosi, fino all'età di 107 anni, per "evitare che ciò che avvenne possa essere dimenticato".