Salviamo la Natura
Maurizio MolinariLa prima Giornata Mondiale dell'Ambiente dopo la pandemia è l'occasione per guardare al laboratorio di valori, idee e progetti capaci di far ripartire la crescita nel rispetto della Terra. Con un bilancio ancora parziale di almeno 6,6 milioni di contagi e oltre 390 mila vittime, il Covid 19 ha flagellato la popolazione del Pianeta che ora è alla ricerca di una ricetta per risollevare lo sviluppo, produrre effetti positivi sulla qualità della vita nel medio-lungo termine e arginare le diseguaglianze che aggrediscono il ceto medio.
Una possibile risposta viene dallo studio che l'Università di Oxford ha pubblicato in maggio, frutto del lavoro di un team di economisti guidato dall'americano Joseph Stiglitz e dal britannico Nicholas Stern, secondo cui le priorità devono essere l'energia pulita, i veicoli elettrici, la connettività a banda larga, la ricerca come volano della conoscenza e la riqualificazione di chi ha perso il lavoro. Ovvero, scongiurare una recessione globale con investimenti nelle infrastrutture, nei servizi e nel lavoro puntando a renderli più compatibili con l'ambiente.
Ciò significa avere anche in mente la Conferenza Onu sui cambiamenti climatici Cop26 in programma a Glasgow, in Scozia, per novembre: se le previsioni erano di una dura battaglia sulla riduzione delle emissioni nocive dopo i fallimenti della precedente Cop25 di Madrid, ora l'opportunità è di disegnare un percorso comune per reagire alla pandemia e scongiurare la recessione puntando su un modello di crescita basato su "verde e blu" ovvero rispetto della Terra e sviluppo di industrie, servizi e prodotti per renderlo possibile grazie all'energia più vitale: il sostegno degli abitanti del Pianeta.
Ciò significa che l'agenda verde della Commissione Ue guidata da Ursula von der Leyen, l'impegno di una moltitudine di sindaci nordamericani e Ue per la riduzione del CO2, le preferenze "verdi" di milioni di consumatori e l'entusiasmo di una moltitudine di giovani scesi nelle piazze di più Continenti con Greta Thunberg possono trasformarsi nella cornice capace di spingere i leader nazionali ad osare a Glasgow: facendo del calo di emissioni dovuto alla tragedia della pandemia, stimato nell'8 per cento annuo, l'inizio di un'inversione di tendenza destinata a durare. Puntando su ricerca, innovazione e conoscenza per creare un nuovo modello di convivenza fra il Pianeta ed i suoi abitanti.