Il podcast di Molinari

di Maurizio Molinari

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Fra Usa e Ue prove d’intesa su Pechino

Prima il summit Ue-Cina, poi l'intervento di Mike Pompeo e quindi l'annuncio Usa-Ue: nell'arco di una settimana è maturata la svolta che porta i rapporti con Pechino dentro l'agenda transatlantica.

Il summit Ue-Cina di lunedì, in collegamento video, fra i leader europei, il presidente Xi Jinping e il premier Li Keqiang si è concluso con Bruxelles determinata a "cooperare sull'economia" ma anche nell'esprimere "forte preoccupazione" su disinformazione, violazione dei diritti umani e repressione delle proteste a Hong Kong. E la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si è richiamata con chiarezza al documento europeo in cui si afferma che "la Cina è simultaneamente un partner nella cooperazione con cui trovare un equilibrio di interessi, un rivale economico per la leadership tecnologica e un rivale sistemico che promuove un modello alternativo di governance".

Tre giorni dopo il Segretario di Stato Usa, Pompeo, rivolgendosi al Brussels Forum del German Marshall Fund, ha disegnato il quadro del Nuovo dialogo transatlantico partendo proprio dalla Cina: "Inizio a vedere più realismo dall'Europa riguardo alle minacce del partito comunista cinese e dobbiamo affrontare questa minaccia assieme". Per "minacce" Pompeo intende "le aggressioni nel Mar della Cina meridionale, gli scontri al confine con l'India, un programma nucleare opaco, le azioni contro i vicini, la violazione degli impegni presi con il Wto, l'Oms e gli abitanti di Hong Kong" nonché "pratiche economiche predatorie, violazione della sovranità europea e offese massicce ai diritti umani" frutto di una "visione autoritaria" che ha portato anche al "coverup sul virus".

Da qui la decisione dell'amministrazione Trump, annunciata nella notte fra venerdì e sabato, di accogliere la proposta avanzata a metà giugno dall'Alto rappresentante per la politica Estera e di Sicurezza Ue, Josep Borrell, di dare vita ad un "dialogo Usa-Ue sulla Cina" destinato a diventare la cornice nella quale coordinare i rispettivi approcci a Xi.

L'intesa raggiunta contiene un'importante novità: in una stagione di disaccordi e incomprensioni fra i due lati dell'Atlantico - dai dazi commerciali alle truppe Usa in Germania fino alla Brexit - il dialogo transatlantico torna come strumento per coordinare le rispettive politiche passando non attraverso la Nato ma l'Unione Europea perché la sfida con Pechino investe non solo gli aspetti strategico-militari ma soprattutto quelli economici, cyber e globali. Se dunque finora l'Ue aveva avuto nei rapporti con Washington un ruolo secondario rispetto alla Nato, adesso assistiamo ad una svolta che si spiega con l'estrema diversificazione dei legami dell'Occidente con la Cina. E ancora: se Pechino ha tentato con le intese sulla Nuova Via della Seta di crearsi una propria sfera d'influenza in Europa - dalla Grecia all'Ungheria fino alla stessa Italia - ora Washington risponde riaccendendo i riflettori sulla Ue.

Detto questo, resta da vedere se la task force Pompeo-Borrell resisterà alla prova dei fatti perché le differenze sulla Cina restano molte: l'Europa dipende più degli Usa dagli scambi commerciali con Pechino, non vede lo scacchiere indo-pacifico come un proprio interesse strategico, nella difesa dei diritti umani è assai più timida del Congresso di Washington e non ha rapporti privilegiati con Taiwan. Ovvero, il nuovo dialogo transatlantico che inizia è pieno di incognite perché se Ue e Usa vogliono coordinare le politiche hanno anche interessi molto differenti.

A ben vedere tuttavia anche durante la Guerra Fredda Usa ed Europa erano dalla stessa parte - nella sfida al blocco sovietico - ma con posizioni spesso assai distanti e dunque quanto sta maturando ripropone uno schema di coordinamento che i Paesi partner ed alleati ben conoscono. Inclusa l'Italia che, grazie al solido legame con Washington ed ai buoni rapporti con Pechino, è nella condizione di tornare a recitare un ruolo di frontiera avanzata dell'Occidente. Sempre ammesso di avere la volontà politica, le risorse umane e la capacità strategica per sfruttare tale opportunità.

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/il-podcast-di-molinari/2020/06/27/audio/fra_usa_e_ue_prove_dintesa_su_pechino-423102375/

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