La salute è sicurezza nazionale
di Maurizio MolinariIndebolito dalle diseguaglianze e bersagliato dal populismo lo Stato nazionale può riuscire a riscattarsi agli occhi dei cittadini sconfiggendo la pandemia di Covid 19. Ma ciò passa attraverso la ridefinizione del rapporto con la popolazione ovvero la trasformazione della Sanità in una declinazione della sicurezza nazionale con il ricorso alle migliori risorse disponibili per poterla proteggere, garantire.
Frutto della pace di Vestfalia del 1648, affermatosi in Europa nell'Ottocento con i processi di unificazione nazionale e uscito vincitore nel Novecento dal confronto con imperi e totalitarismi, lo Stato nazionale è stato investito dall'inizio di questo secolo da un crescente indebolimento per la manifesta incapacità di garantire ai propri cittadini protezione e prosperità a causa dell'impatto di fenomeni globali come migrazioni di massa, competizione nelle manifatture e corruzione.
Nelle democrazie rappresentative - dove il governo è espressione della volontà dei cittadini - l'indebolimento della credibilità dello Stato nazionale ha portato a movimenti di protesta di stampo populista e sovranista che hanno segnato la vita politica negli ultimi anni: dal referendum su Brexit in Gran Bretagna all'elezione di Donald Trump negli Stati Uniti nel 2016, dal risultato del voto politico italiano nel 2018 ai premier ungheresi e polacchi, dai Gilet Gialli in Francia alla crescita dell'estrema destra in Austria e Germania. Ovunque lo Stato nazionale è stato accusato di carenza di protezione dei cittadini e quasi sempre le forze politiche tradizionali - progressiste o conservatrici - hanno avuto difficoltà a fronteggiare i populisti per manifesta carenza di idee, programmi ed innovazioni capaci di proteggere i cittadini da migrazioni, competizione globale e corruzione.
Ma negli ultimi due anni prima le elezioni europee del 2019 e poi le elezioni americane del 2020 hanno fatto emergere un arretramento delle forze populiste ed ora tanto a Bruxelles - con la commissione guidata da Ursula von der Leyen - che a Washington - con il presidente Joe Biden - vi sono leadership intenzionate a sanare le ferite della globalizzazione. E il governo di Mario Draghi in Italia rientra in tale tendenza politica. Il punto però è che la possibilità di risollevare legittimità e prestigio degli Stati nazionali si gioca ora sul terreno drammatico della pandemia. Ovvero, se i leader di Ue ed Usa riusciranno a battere il Covid 19 ed a risollevare la crescita il risultato sarà il riscatto dello Stato nazionale e quindi la sconfitta politica dei populisti interni sostenuti o spalleggiati in varia forma dalle autocrazie acerrime rivali dell'Occidente.
La difficoltà però nasce proprio da questo terreno di prova perché la sconfitta della pandemia potrà avvenire solo se lo Stato nazionale riuscirà a ridefinirsi in maniera talmente rapida ed efficiente da poter mettere in fuga il virus di Wuhan aprendo la strada ad una epocale ricostruzione del benessere. L'unica via per farlo è adoperare tutte le migliori risorse degli Stati nazionali per garantire la Sanità pubblica ovvero agire, in maniera concreta e senza precedenti, per portare la Salute dei cittadini in cima all'interesse nazionale, trattandola come un tassello della sicurezza collettiva al pari della difesa da attacchi balistici, blitz cyber, azioni terroristiche o armi di distruzione di massa.
Questo spiega perché Joe Biden, appena arrivato alla Casa Bianca, ha affidato al Pentagono la logistica della vaccinazione di massa - balzando in poche settimane a 2 milioni di somministrazioni al giorno - esercitando enormi pressioni sull'industria - non solo farmaceutica - per aumentare la produzione di dosi e trasformando la mascherina in un indumento obbligatorio per ogni dipendente governativo. Insomma, l'intera macchina dell'amministrazione Usa ha oggi come priorità battere il virus grazie ai vaccini e di conseguenza ogni sua risorsa migliore - industriale, intellettuale o militare - è finalizzata a questo. Proprio come avviene durante un conflitto militare. Come durante la Seconda guerra mondiale Franklin D. Roosevelt riconvertì in tempo record l'industria per produrre le navi Liberty indispensabili a portare soldati e rifornimenti su più fronti così ora Joe Biden mobilita l'intero Paese per centrare l'obiettivo di vaccinare tutti entro fine maggio.
Anche in Gran Bretagna la vaccinazione a tappeto - basata su una sola iniezione anche senza la certezza assoluta della sua efficacia - risponde a tale approccio, secondo il quale il fattore tempo è decisivo. E ancora: se Israele è riuscita in meno di due mesi a vaccinare 92 cittadini su 100 - record assoluto - è perché il Paese ha reagito al virus come ad un attacco nemico ovvero applicando la dottrina strategica che prevede di concentrare ogni risorsa - umana, economica e militare - nel minor tempo possibile contro il maggior pericolo. Le scelte compiute dal premier Draghi di affidare le operazioni anti-virus al capo della logistica militare, pianificare vaccinazioni di massa, creare una struttura di produzione nazionale di vaccini e accompagnare l'intera Ue verso un approccio più deciso nei confronti delle grandi industrie farmaceutiche vanno nella stessa direzione intrapresa da Washington, Londra e Gerusalemme.
Ma questo è solamente l'inizio perché la battaglia contro il Covid 19 non è destinata a finire in fretta: 300 milioni di cittadini europei, come altrettanti americani, dovranno essere vaccinati contro questo virus non solo nel 2021 ma anche gli anni a venire. I nostri Paesi avranno bisogno di difese più estese ed efficaci contro le pandemie - che potrebbero ripresentarsi con virus diversi - e dunque serviranno investimenti di lungo termine nell'istruzione, la ricerca, l'industria e la logistica per moltiplicare potenzialità e conoscenze come quelle della start up tedesca BioNTech e dell'americana Moderna che ci hanno garantito un vaccino biotech in tempo record. Fino a portare la Sanità in cima alle agende di Ue e Nato, coinvolgendo anche le altre democrazie avanzate come Sud Corea e Giappone. Ecco perché gli investimenti strutturali da fare subito sulla Sanità come tassello della sicurezza nazionale possono essere - in Europa come in Nord America - l'inizio della rinascita degli Stati nazionali come migliori garanti della protezione dei cittadini.