Il podcast di Molinari

di Maurizio Molinari

L’Italia, il mondo. La nostra vita. I commenti di Maurizio Molinari. Anche in versione podcast

L'Europa rischia il colpo di coda della pandemia

Europa è l'epicentro della quarta ondata della pandemia di Covid 19, l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) teme possa subire ulteriori 500 mila vittime nei prossimi quattro mesi e la contrapposizione sui rimedi diventa più aspra: da una parte gli Stati nazionali adottano misure più rigide, dall'altra i gruppi No Vax più estremisti scelgono contestazioni violente. Dando vita ad un confronto duro che può mettere a rischio la ripresa economica sul Continente.   A distinguere la quarta ondata europea del virus venuto da Wuhan è la sua manifestazione dopo l'inizio delle campagne di vaccinazione. Ad essere più colpiti sono i Paesi dove i programmi di vaccinazione sono in evidente ritardo, come Bulgaria e Romania nei Balcani, o quelli dove la percentuale di No Vax è significativa, come l'Austria o i Paesi Bassi. A cui bisogna aggiungere la Germania per effetto della carente applicazione di molte norme anti-virus. Ovvero, la pandemia torna a manifestarsi dove contromisure troppo esitanti, vaccinazioni a rilento o No Vax in quantità creano delle occasioni di penetrazione del virus a dispetto della protezione garantita dai vaccini. Si spiega così anche la maggiore protezione di Paesi, come l'Italia, dove la vaccinazione supera oramai l'85 per cento e si è iniziata la somministrazione della terza dose in attesa della decisione dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) sulle inoculazioni anche ai bambini fra i 5 ed 11 anni, come già avviene in Israele e negli Stati Uniti.
Il timore dell'Oms sul rischio di una nuova strage per Covid 19 in Europa spiega perché più governi stiano adottando misure di emergenza: dal lockdown per i non vaccinati in Austria o più esteso nei Paesi Bassi, dalle nuove restrizioni in Portogallo e nella Repubblica Ceca fino all'obbligo del vaccino allo studio anche nel nostro Paese.
Ciò significa che l'emergenza ancora non è finita, che lo stretto coordinamento fra Paesi europei resta strategico e che il pericolo della penetrazione delle nuove variabili del virus resta alto: anzitutto fra i non vaccinati ma anche fra coloro che hanno avuto la seconda dose da 5 o 6 mesi e rischiano di essere esposti senza un veloce "richiamo". La mappa europea della guerra contro la pandemia vede dunque tre tipologie di popolazioni over-12 sul campo di battaglia: chi è protetto dal vaccino, chi deve fare il richiamo e chi si sottrae volontariamente a tali protezioni, restando a rischio.
Il problema più serio nasce dal fatto che all'interno di quest'ultimo gruppo di cittadini europei cresce l'aggressività dei più estremisti. Se infatti la maggioranza di No Vax e No Green Pass resta pacifica, motivata da ragioni personali di salute che devono essere affrontate ed ascoltate, la minoranza invece trova espressione nelle gravi violenze avvenute a Rotterdam e Vienna come negli scontri di piazza in più città italiane, da Roma e Trieste, ed anche in singole azioni spregevoli e rivoltanti come il post su Facebook del consigliere leghista di Lissone, Fabio Meroni, per contestare la senatrice Liliana Segre - critica dei No Vax - chiamandola non per nome ma con il numero di immatricolazione che i nazisti le tatuarono sul braccio ad Auschwitz. Quanto sta maturando dentro le viscere del movimento No Vax è la versione più intollerante e pericolosa del rifiuto populista della democrazia: si rigetta il vaccino che protegge la salute collettiva identificandovi uno Stato oppressore dei cittadini al fine di delegittimare le istituzioni rappresentative, arrivando a giustificare a tal fine ogni aberrazione morale, come il paragone fra il premier Mario Draghi ed Adolf Hitler o fra i vaccinati e i deportati nei lager nazisti. È in questo rifiuto della conoscenza, in questo seme dell'odio per il prossimo e in questo dilagare di atti di violenza, fisica o digitale, che si annida il pericolo più serio per la sicurezza e la prosperità dell'Europa.   Perché se l'estremismo No Vax dovesse riuscire a tenere aperte le porte del Continente a ciò che resta del virus-killer la ricostruzione economica appena cominciata sarebbe a rischio, consentendo alla pandemia di mettere a segno il più pericoloso colpo di coda. È uno scenario da brividi ma ancora in agguato che sottolinea le responsabilità del nostro Paese, uno dei più protetti dal virus grazie alle politiche adottate dal governo Draghi, nel continuare ad applicare decisioni coraggiose per confermarsi un esempio di stabilità politica e credibilità sanitaria nell'Unione Europea. Fino a quando la pandemia non sarà davvero battuta.

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  • Copiato negli appunti https://puntoitalia.online/rubriche/il-podcast-di-molinari/2021/11/20/audio/leuropa_rischia_il_colpo_di_coda_della_pandemia-423102643/

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