Il re è nudo, di nuovo. Vuoi vedere che esiste una sindrome dei campioni in carica al Mondiale? Può darsi: in fondo il titolo l'hanno vinto due volte di fila solo l'Italia di Pozzo e il Brasile di Pelè, e sempre quando in palio c'era la Coppa Rimet. Adesso, battuta e ingabbiata dal Messico, la Germania può consolarsi nel suo primo fallimento: negli almanacchi è in buona compagnia.
La prima squadra campione, l'Uruguay, nel '34 non andò a difendere il titolo in Italia, per ripicca contro le europee che avevano gentilmente declinato l'invito quattro anni prima. La prima detentrice a essere battuta all'esordio, invece, fu proprio la Nazionale italiana, nel '50: perse 3-2 dalla Svezia a San Paolo. Era arrivata in Brasile in nave, il dramma di Superga era ancora vivo negli occhi e nella memoria per riprendere l'aereo, e le cronache raccontano che gli allenamenti a bordo finirono presto, quando tutti i palloni erano finiti in mare. Ma il legame fra quella squadra e quella che aveva trionfato prima della Guerra era puramente statistico, in mezzo era già passata una generazione. In generale, l'Italia da campione in carica non ha fatto poi grandi figure: nell'86 pareggiò 1-1 con la Bulgaria, poi uscì agli ottavi contro la Francia, nel 2010 ottenne lo stesso risultato con il Paraguay a Città del Capo, preludio all'eliminazione. E nel '38, quando la prima partita era già da dentro o fuori, superò la Norvegia 2-1 ai supplementari con un gol di Piola.
L'Argentina ha vinto due mondiali e due volte ha fallito la successiva partita d'esordio da campione in carica, sempre battuta per 1-0. Nell'82 perse dal Belgio a Barcellona, gol di Vandenbergh. Nel '90, a Milano, aprì il Mondiale italiano perdendo clamorosamente dal Camerun con gol di Oman-Biyik, un risultato che, curiosamente, era stato pronosticato in tv da Maurizio Mosca e dal suo pendolino. In entrambi i casi la sconfitta non pregiudicò il passaggio del turno dell'Albiceleste, eliminata nella seconda fase dall'Italia dell'82 e battuta solo in finale a Roma dalla Germania otto anni dopo. Nel 2002 fu la Francia a farsi sorprendere dal Senegal: perse a Seul 1-0, punita da Bouba Diop, e chiuse il girone malinconicamente all'ultimo posto. La Spagna campione di tutto (Europeo-Mondiale-Europeo) perse a Salvador dall'Olanda, 1-5, e non passò la prima fase: però quell'Olanda, approdata in semifinale mondiale due volte di fila, è sparita dai radar e ha fallito la qualificazione a Euro 2016 e a Russia 2018.
L'ultima detentrice ad aver vinto al debutto è il Brasile, nel 2006, 2-1 sulla Scozia. Ma l'ultima europea resta proprio la Germania nel '94, 1-0 sulla Bolivia, con l'uomo in più, in una partita brutta risolta da Klinsmann. Da allora, è calata la maledizione sulla corona.
La prima squadra campione, l'Uruguay, nel '34 non andò a difendere il titolo in Italia, per ripicca contro le europee che avevano gentilmente declinato l'invito quattro anni prima. La prima detentrice a essere battuta all'esordio, invece, fu proprio la Nazionale italiana, nel '50: perse 3-2 dalla Svezia a San Paolo. Era arrivata in Brasile in nave, il dramma di Superga era ancora vivo negli occhi e nella memoria per riprendere l'aereo, e le cronache raccontano che gli allenamenti a bordo finirono presto, quando tutti i palloni erano finiti in mare. Ma il legame fra quella squadra e quella che aveva trionfato prima della Guerra era puramente statistico, in mezzo era già passata una generazione. In generale, l'Italia da campione in carica non ha fatto poi grandi figure: nell'86 pareggiò 1-1 con la Bulgaria, poi uscì agli ottavi contro la Francia, nel 2010 ottenne lo stesso risultato con il Paraguay a Città del Capo, preludio all'eliminazione. E nel '38, quando la prima partita era già da dentro o fuori, superò la Norvegia 2-1 ai supplementari con un gol di Piola.
L'Argentina ha vinto due mondiali e due volte ha fallito la successiva partita d'esordio da campione in carica, sempre battuta per 1-0. Nell'82 perse dal Belgio a Barcellona, gol di Vandenbergh. Nel '90, a Milano, aprì il Mondiale italiano perdendo clamorosamente dal Camerun con gol di Oman-Biyik, un risultato che, curiosamente, era stato pronosticato in tv da Maurizio Mosca e dal suo pendolino. In entrambi i casi la sconfitta non pregiudicò il passaggio del turno dell'Albiceleste, eliminata nella seconda fase dall'Italia dell'82 e battuta solo in finale a Roma dalla Germania otto anni dopo. Nel 2002 fu la Francia a farsi sorprendere dal Senegal: perse a Seul 1-0, punita da Bouba Diop, e chiuse il girone malinconicamente all'ultimo posto. La Spagna campione di tutto (Europeo-Mondiale-Europeo) perse a Salvador dall'Olanda, 1-5, e non passò la prima fase: però quell'Olanda, approdata in semifinale mondiale due volte di fila, è sparita dai radar e ha fallito la qualificazione a Euro 2016 e a Russia 2018.
L'ultima detentrice ad aver vinto al debutto è il Brasile, nel 2006, 2-1 sulla Scozia. Ma l'ultima europea resta proprio la Germania nel '94, 1-0 sulla Bolivia, con l'uomo in più, in una partita brutta risolta da Klinsmann. Da allora, è calata la maledizione sulla corona.