Insalata Russa

La soluzione del fair play. E se non basta c'è il sorteggio, come nel '90

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Nei peggiori bar di Caracas non si parla d'altro. Altro che i gol, qui contano i cartellini, la fedina sportiva. In caso di parità sarà favorito chi è senza peccato, o chi ha sbagliato di meno nel suo recente passato. Quante volte, figliolo? Oddio, non è che questa vicenda del fair play scatti in automatico. Prima devono verificarsi una serie di incastri, apparentemente una congiunzione astrale. Ma la palla è rotonda, si gioca in undici contro undici, eccetera: e se c'è lo stallo, può romperlo solo il calcolo dei cartellini, semplice e leggero come una cartella esattoriale.

Sembrava un'ipotesi remota, una di quelle clausole scritte scritte a dimensione da tavola optometrica nei contratti, quando di solito le firmi senza averle capite, colpevolmente, o neppure lette per bene. E invece, nel Mondiale dell'equilibrio, tutto diventa possibile. Prendete Inghilterra e Belgio, capaci di incastrare un 2-1 in extremis e un 6-1 con un 3-0 e un 5-2. Risultato? Giovedì si affrontano, sono già promosse, ma non si può dire in partenza chi sarà primo e chi secondo con il pareggio. Si ricorre al fair play: al momento l'Inghilterra ha 2 cartellini sulla coscienza, il Belgio 3. Con l'aggiunta (l'aggravante?) che arrivare primi non è per forza un vantaggio, perché significa andare nella parte peggiore del tabellone. E qui già la fantasia vola: c'è chi si immagina risse furibonde provocate nel finale o, al contrario, portieri che perdono tempo per farsi ammonire. Si parte con l'Inghilterra in vantaggio, ma il primo giallo varrà, di fatto, come un gol.

La Fifa e l'Uefa continuano ad adottare regolamenti diversi. Così, se al Mondiale conta la differenza reti generale e poi lo scontro diretto, all'Europeo si procede nell'ordine opposto. Diverso anche lo step successivo. All'Europeo 2020 si terrà conto anche delle partite vinte (un criterio giusto, ma spesso non dirimente in questi casi), e poi del fair play. Ma in Europa l'espulsione, diretta o indiretta, vale 3 punti e l'ammonizione 1. Al Mondiale la situazione è più dettagliata: un punto per l'ammonizione, tre per il doppio giallo, quattro per l'espulsione diretta, cinque per l'espulsione diretta dopo un giallo, ed è espressamente vietato il cumulo di penalità nella stessa partita.

E se la parità proprio non si spezza? All'Europeo conterà il ranking generale delle qualificazioni. Al Mondiale si procede al sorteggio. Il pensiero corre subito alla monetina che decise due semifinali: Italia-Jugoslavia alle Olimpiadi del '60 (l'Italia fu eliminata) e Italia-Urss all'Europeo '68 (l'Italia fu promossa). Ma anche al Mondiale la riffa si è già vista, nel 1990. Nel girone F, a Palermo e a Cagliari, ci furono 5 pareggi (quattro per 1-1, due 0-0) in sei partite: Inghilterra, Irlanda e Olanda chiusero a quota 4, con l'Inghilterra prima per un gol in più. Fra Olanda e Irlanda fu necessario il sorteggio per assegnare il secondo posto, anche se erano entrambe qualificate in virtù di una formula che promuoveva le quattro migliori terze. L'urna premiò l'Irlanda: da seconda, beccò la Romania (seconda nel gruppo B) e la superò ai rigori, per uscire poi contro l'Italia di Schillaci nei quarti a Roma. L'Olanda, sfortunata, trovò subito la Germania e perse 2-1 a Milano.