Istruttiva e spaventosa, la ricerca di Action Aid sulla violenza contro le donne che, anticipo le conclusioni, “è l’esito di disuguaglianze strutturali radicate nella vita quotidiana”. Che banalità, direte: non serviva una ricerca per saperlo. Serviva e servono sempre, invece, indagini condotte con metodo e cura che mostrino, coi disegnini se serve, con le torte e le torri di diversi colori quante e quali sono le differenze fra chi fa la stessa cosa nello stesso luogo e nello stesso tempo, solo che uno è uomo e l’altra è donna. Di reddito, di sicurezza, di carico fisico e psichico (dai lavori domestici e dalla cura dei figli e dei familiari non si va in pensione mai). È il modo in cui la vita quotidiana è “normalmente, naturalmente” organizzata a generare violenza. E, dunque, bisognerebbe disorganizzarla e riorganizzarla da capo. Nella parte che riguarda la “giustificazione della violenza”, sia fisica che economica psicologica o verbale, sono le generazioni più giovani quelle più, dic…
Istruttiva e spaventosa, la ricerca di Action Aid sulla violenza contro le donne che, anticipo le conclusioni, “è l’esito di disuguaglianze strutturali radicate nella vita quotidiana”. Che banalità, direte: non serviva una ricerca per saperlo. Serviva e servono sempre, invece, indagini condotte con metodo e cura che mostrino, coi disegnini se serve, con le torte e le torri di diversi colori quante e quali sono le differenze fra chi fa la stessa cosa nello stesso luogo e nello stesso tempo, solo che uno è uomo e l’altra è donna. Di reddito, di sicurezza, di carico fisico e psichico (dai lavori domestici e dalla cura dei figli e dei familiari non si va in pensione mai). È il modo in cui la vita quotidiana è “normalmente, naturalmente” organizzata a generare violenza. E, dunque, bisognerebbe disorganizzarla e riorganizzarla da capo. Nella parte che riguarda la “giustificazione della violenza”, sia fisica che economica psicologica o verbale, sono le generazioni più giovani quelle più, diciamo così, tolleranti. Non sto qui da dare numeri, il report si può consultare in rete, si intitola “Perché non accada”.
Sintetizzo: chi ha più di 60 anni è più fermo nel respingerla, chi ne ha meno di 30 pensa in una larga parte, sia ragazzi che ragazze, che in fondo è normale, il controllo per esempio è giusto, che sarà mai. Qualcosa è andato storto nel passaggio di consegne. Molto è già detto nelle definizioni che i ricercatori hanno dato alle diverse fasce d’età. Ne riporto alcune. Per i Boomers (1945-1964): le donne “Sopravvissute al dovere”, gli uomini “Custodi delle disuguaglianze”. Generazione X (1965-1980) le donne “Ereditiere del dovere” gli uomini “Inclusivi a parole”: Millennials (1981 — 1996): donne “Le Stanche rivoluzionarie”, uomini “Praticanti del privilegio quotidiano”. Generazione Z (1997-2007): donne “Generatrici del cambiamento possibile”, uomini “Ambivalenti del nuovo mondo”: riconoscono la violenza ma talvolta la giustificano come reazione. Sono stati provocati, insomma.