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La ragazza col naso a punta

Bruna Pinasco era la moglie di Sergio Staino. Qui con i figli 
Ricordo di Bibi l’intellettuale che si accendeva con la politica
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Che mesi tremendi, che novembre. Se n’è andata anche Bruna, la Bibi. E veramente un po’ mi dispiace, per descriverla a chi non l’abbia conosciuta, indicarla come “la moglie di”. Questi attributi, questi genitivi di possesso nelle relazioni, che fatica. Questo definire le persone — di solito le donne — come appendici di uomini illustri, o di padri, o di figli. Compagne, vedove, sorelle, così di rado il contrario. Vorrei non farlo, dire che Bruna Pinasco era un’intellettuale raffinata. Una donna colta bellissima ironica e ancora giovane, una nonna settantenne che portava i lunghi capelli lisci sciolti come quando, da ragazzina, era arrivata da Lima. Ancora adolescente, a Firenze, a cavallo del Sessantotto. All’università — studiava Pedagogia — si era unita come attivista ai movimenti della sinistra politica di quegli anni, i gruppi marxisti-leninisti, e aveva conosciuto l’amore della vita: lui, undici anni più grande. Non credo di averli mai visti uno senza l’altro, nei cinquant’anni successivi. Anzi sì, lui qualche volta. La prima domanda allora era sempre: dov’è Bruna? Poi ho pensato che a Bibi dispiacerebbe non essere ricordata insieme a Staino. L’avrebbe trovato un rovello artificioso. Non è mai stata sfiorata dal pensiero di essere “qualcuno di qualcuno”, una donna al servizio di. Anzi. Credo che in cuor suo si sentisse esattamente nel posto esatto che aveva scelto: al centro del suo equilibrio e di un complesso sistema di relazioni, spesso felice solido e mutevole. Al centro. È tanto diversa la percezione degli altri e la propria, di sé: bisogna sempre farci caso. Quando ha saputo di essere malata la prima cosa che ha detto ai suoi figli, Ilaria e Michele, è stata “meno male che non c’è Sergio”. Staino è morto due anni fa, era cieco — bellissimo, il suo dialogo con Luigi Manconi — ma non direi che lei sia stata i suoi occhi. Lo sono stati uno per l’altra ogni minuto. Bibi, che quando parlava di politica si accendeva, alzava in alto quel naso a punta e rideva.

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