Ma infatti. Perché non concentrarci su tutte le volte in cui abbiamo provocato noi la reazione. Per esempio quella volta che tu mi hai detto non fare l’isterica sei volte di seguito, ti stavo chiedendo dai parliamo un momento e quando ti ho risposto appena alterata: smettila di dirmi isterica tu hai gridato lo vedi che sei isterica, hai sbattuto la porta e sei uscito. Sei uscito anziché prendermi a schiaffi o sbattermi a terra. Che amore di persona. E quella volta che sei sceso dalla macchina in autostrada? Ero incinta di otto mesi, hai spento il motore senza nemmeno accostare, ti avevo innervosito – certo, colpa mia - e sei sceso? Pensa. Poteva tamponarmi un tir e non è successo. Che fortuna. Perché non ci concentriamo sul fatto che potremmo volerci vendicare, teme il vicepremier, è legittimo, la vendetta delle donne è o non è la prima causa di morte dopo l’infarto? Mi sembra di aver letto uno studio, non ricordo. La vendetta delle donne che, non ancora morte, accusano l’incolpevole. Sì. Sì. Ma anche, voglio estendere la casistica: perché lamentarci del fatto che non ci pagano quando il nostro vicino di scrivania che fa lo stesso medesimo lavoro se comunque, vedete?, qualcosa ci pagano. Non ci lasciano mica a mendicare. Perché protestare se non ci chiedono di scrivere un programma tv, di girare un film, di firmare una ricerca scientifica che abbiamo condotto se in quella storia ci offrono di comparire in un cameo? Se in quella ricerca di mettono comunque, in caratteri piccoli, nei ringraziamenti? Che pensiero gentile. Ma persino, mi spingo. Perché contare le morte di malattie non abbastanza indagate dalla scienza perché patologie solo femminili se ce ne sono parecchie che sopravvivono? Concentriamoci su quelle, su, un po’ di ottimismo. Il teorema Roccella-Salvini è la nuova versione della favola di Pollyanna, ve la ricordate? Cercatela, ci è cresciuta una generazione: ti hanno regalato le stampelle, a Natale, ma non sei zoppa? Meno male, che fortuna. Pensa: non sei zoppa.
INVECE CONCITA
Salvini Roccella e Pollyanna
di?CONCITA DE GREGORIOChe fortuna
tutte quelle donne
che evitano
il femminicidio