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Un rapido giro del mondo

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu

 (agf)
Da Gerusalemme a Gerusalemme passando dalla Florida
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Geografia. Il ricercato Benjamin Netanyahu (mandato d’arresto della Corte penale internazionale de L’Aia, Olanda, il reato contestato è crimini di guerra e contro l’umanità) lascia Gerusalemme, Israele, e sorvola con tranquillità un paio di continenti tra cui l’Europa, in Europa l’Italia, paese in cui potrebbe essere arrestato ma certo che fai, tu Giorgia Meloni? Mandi i caccia a dirottarlo e farlo atterrare? Lasci perdere. Il ricercato è diretto negli Stati Uniti dove trascorrerà la notte di Capodanno a Mar-a-Lago, Florida, ospite del presidente Trump. Arriva subito dopo Volodymyr Zelensky, Ucraina, che però non si ferma, forse non è stato invitato. Un po’ cafona la festa secondo i democratici, stupenda secondo i Maga le cui signore si sentono a loro agio con cotonature a cofano e abiti di squame (argentate, quelle di Melania). Mentre i presidenti e loro ospiti selezionano tartine dai vassoi entra in vigore, a Gaza, Palestina, il divieto di ingresso per trentasette organizzazioni non governative internazionali. Una misura decisa dal governo di Israele che impedirà alla superstite stremata popolazione della Striscia di avere quei pochi aiuti umanitari (cibo, medicine, coperte) sui quali ancora contare per evitare ulteriori morti per fame e per freddo. Le autorità somale, intanto, negano che Israele abbia (primo e unico paese al mondo) riconosciuto Somaliland come stato indipendente in cambio della futura accoglienza di basi militari e sfollati palestinesi, ipotesi approvata da Trump. Non è vero, dicono. Sono bugie malevole. Netanyahu riconosce la repubblica del Somaliland per puro senso di giustizia e Trump non c’entra niente. La procura di Genova, Italia, accusa il leader dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun (arrestato) di finanziare Hamas. La maggior parte di capi d’accusa provengono da informative inviate “spontaneamente” – si legge negli atti – non dalla magistratura ma “dalla polizia e dall’esercito israeliano”. E siamo di nuovo a Gerusalemme, un giro rapido.

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