Fra il “non è mai abbastanza” di Ilia Malinin, pattinatore, e il “penso che sia più che sufficiente” di Eileen Gu, sciatrice freestyle, c’è l’intero arcobaleno delle sfumature di autostima. Sono due reazioni che raccontano mondi: come sei stato cresciuto, dove, da chi, con che tipo di pressione, di educazione e di aspettative. Tutti quanti noi ci riflettiamo nello sguardo degli altri, ci condiziona anche da adulti. Ma da bambini, nei primi anni di vita, ci definisce: il modo in cui i tuoi genitori ti guardano ti dice chi sei. È una sensazione dalla quale è molto difficile affrancarsi, nel corso della vita: può succedere di sentirsi per sempre inadeguati, mai all’altezza, anche quando fai bene e benissimo. Può al contrario accadere di essere consapevoli dei propri meriti e rivendicarli anche quando le cose avrebbero potuto andare meglio, ma tu hai dato il massimo ed è dunque, appunto, più che abbastanza. Avrete visto tutti la foto che ritrae il pattinatore dopo la caduta, seduto accanto al padre — ex atleta e suo allenatore. Il padre ha il volto tra le mani, il figlio lo guarda come chi sa di aver provocato una terribile delusione. Do sempre il massimo ma non è mai abbastanza, ha scritto il giovane pattinatore in un commento sui social che ha poi eliminato. Malinin, 21, è figlio di russi e gareggia per gli Stati Uniti. Gu, 22, è nata in California da padre americano e madre cinese e gareggia per la Cina. La sua risposta al giornalista che le ha chiesto, dopo la gara in cui ha vinto il secondo argento olimpico a Cortina, se non sentisse di aver perso due ori è esemplare. Ha reagito con una risata. “Vediamo, come posso spiegarle. Vincere cinque volte alle Olimpiadi è difficiilssimo perché ogni medaglia è ugualmente impegnativa per me ma le aspettative degli altri sono ogni volta maggiori. Penso che dire che ho perso due medaglie d’oro sia una prospettiva ridicola. Sto mostrando il mio sci migliore, credo che questo sia più che sufficiente. Ma grazie”. È ridicolo, ma grazie.
INVECE CONCITA
Quando è abbastanza e quando no
di CONCITA DE GREGORIO
Il pattinatore
che ha scelto gli Usa
e la sciatrice
che ama la Cina