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Abbiamo il diavolo in tasca

Il tram deragliato a Milano 
Bloccare l’uso dei telefoni una soluzione impossibile
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Per fortuna non stavo guardando lo schermo del telefonino, ha detto: camminavo in quella direzione, se avessi sollevato la testa un minuto dopo non avrei potuto evitare il tram. Scampato all’incidente di Milano, il testimone la racconta così. Per fortuna, dice. Un puro caso. Ho ripensato al bellissimo libro di Carlo Verdelli, “Il diavolo in tasca”. Da quando l’ho letto non riesco a fare a meno di guardarmi attorno, per strada, e contare mentalmente quanti — in auto, a piedi — avanzano a testa bassa sul telefono. Non si incrocia più uno sguardo. Il sottotitolo è “Genitori e figli prigionieri del telefonino”. Verdelli racconta come solo lui sa fare una serie di storie normali ed esemplari, tragedie qualunque, quotidiane. Ve le ricorderete tutte, quando le rileggerete, e vi accorgerete di non aver dato peso abbastanza al motore ultimo di ogni piccola e grande vicenda: quel piccolo oggetto — anzi dispositivo, è diverso — che teniamo in mano, più di rado in tasca. Sette miliardi di telefoni nel mondo, con l’intelligenza artificiale che fuori controllo ci corre dentro, ci seduce e ci detiene. Le ragioni dell’infelicità, del declino delle democrazie, delle solitudini e delle disperazioni. Abbiamo tutto a disposizione, come se fosse sempre Natale. I ragazzi stanno chini sullo schermo fino a sedici ore al giorno. Una dipendenza di massa, un pericolo enorme, una china irreversibile di cui nessuno sembra volersi occupare seriamente. Sarà per via dei soldi, come sempre. Colpisce la battaglia quasi solitaria di Marianna Madia, parlamentare democratica che “a titolo personale” perora la causa della proposta di legge sul divieto dei social ai minori di 14 anni. Nemmeno il suo stesso schieramento politico è d’accordo. Intanto Mark Zuckerberg è sotto processo: una causa intentata contro le piattaforme accusate di generare dipendenza nei bambini. Il filtro per bloccare l’accesso ai minori non funziona: ma che sorpresa, chi l’avrebbe detto. Ma in fondo, che vuoi che sia.

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