Il potere deve spiegare, non fare causa
di Concita De GregorioDa esperta di azioni legali temerarie, per lunga esperienza, un paio di cose vorrei dire. Prima di tutto. Non sono querele. Le querele sono azioni penali che mirano a definire chi ha ragione e chi ha torto: sarebbero le benvenute, così chi ha ragione potrebbe dimostrare di aver ragione, pur nei tempi infinitamente lunghi di un sistema giudiziario al collasso, povero di persone e di denari. Un sistema che ti punisce con la lentezza del giudizio, ti tiene in sospeso decenni e ci invecchi, a volte ti ammali, a volte muori. Questo bisognerebbe fare, a proposito di riforma della giustizia, altro che correnti e carriere: bisognerebbe renderla compatibile con i tempi della vita degli umani.
Ma, dicevo: queste non sono querele. Sono azioni civili, cause di risarcimento danni e guardate che non è un cavillo da esperti: è essenziale. Le cause civili sono una ritorsione economica. Intanto intacco le tue risorse, il tuo stipendio. Intanto ti blocco i conti correnti, poi vediamo.
È il modo che chi ha potere usa per mettere a tacere chi non ne ha: non parlare di me se no ti rovino. Non è solo con le pistole che si minaccia: il ricatto dei soldi è più pulito. Oltretutto. Chi alla fine avrà avuto torto, mettiamo il potente, non dovrà risarcire per aver impegnato la giustizia anni e anni pur essendo colpevole. Niente, non paga pegno.
Secondo. Nessuna forza politica ha mai messo mano a questo sistema che mina con evidenza la libertà di informazione alla radice. Non lo fa la destra, figuriamoci, non l’ha fatto quando poteva la sinistra. Quindi ora, di nuovo: siamo qui a dire che un ministro dovrebbe spiegare, non fare causa. Contro Dagospia, contro Mediaset, contro ogni voce che si azzardi a dubitare della versione del potere. Vero.
Alcuni — i grandi gruppi — fanno fronte con facilità, hanno i mezzi. Altri, i cronisti indipendenti e liberi, pagano in proprio. Saranno sempre meno, naturalmente. Sempre meno fino a che come costoro desiderano, a tutte le latitudini politiche, non ce ne saranno più.