Chi nasce chi parte e chi resta
di Concita De GregorioIstat, considerazioni finali di Bankitalia, Eurostat, Barometro del primo impiego di Linkedin. Tutti i dati dicono la stessa cosa, che del resto sappiamo già. L’Italia perde i suoi giovani più preparati: li cresce, li assiste e li forma con la sanità pubblica e la scuola pubblica, poi quando è il momento di inserirli al lavoro chiude le porte e li perde. Più di centomila giovani laureati se ne sono andati dal Paese fra il 2020 e il 2024. Le ragioni non ci sarebbe nemmeno bisogno di elencarle. Qui non trovano lavoro, se lo trovano è sottopagato e precario, le loro competenze non sono riconosciute. Solo nel 2024, dice l’Istat, se ne sono andati in venticinquemila, altamente qualificati. Con loro se ne vanno i figli che nasceranno — nasceranno altrove — i legami con le famiglie di origine. Una perdita di capitale umano che non è solo un dato statistico: è una mutazione antropologica della società destinata a mostrare i suoi frutti fra pochissimi anni. Questo mentre la presidente del Consiglio rammenta che bisogna dare figli alla Patria e la ministra della Famiglia parla di “sostegno al materno” per combattere la denatalità: i nuovi nati sono meno della metà dei neodiplomati, quest’anno. Fra diciott’anni alla Maturità ci saranno trecentomila persone in meno. E a proposito di neonati: si è appena inaugurato a Monopoli-Fasano, in Puglia, un nuovo ospedale.
Dopo moltissimi anni di attesa ha aperto i battenti anche il Blocco parto. La prima nata è venuta al mondo l’altro ieri alle 9.45, si chiama Sata, è la quarta figlia di due genitori originari del Mali. Grande gioia in tutto il reparto. C’è un tema generale e complesso che intreccia denatalità, immigrazione, servizi alle famiglie (non al “materno”, ministra: alle famiglie), fisco, giustizia retributiva, lavoro. C’è chi nasce, cresce e se ne va. C’è chi arriva, mette al mondo figli e resta. Se la bilancia pesa più dal lato che non piace alla destra: che se ne occupi, allora. Servono politiche, occasioni, non divieti e fogli di via.